Valente – Smedile
Non ho più occhi per guardare e non ho pareti dove stare. Ovunque mi nasconda lui mi trova. Non sono nata per salvarmi, lo so io e lo sa anche lui.
È il mio cuore che lo porta a me. Un cuore grande, disperato, che sa ancora amare malgrado le sevizie. Giorni e giorni chiusa in una stanza.
Al centro dell’attenzione, totalmente al servizio dello sguardo, sottomessa a quel piacere che è più forte dell’essere toccata. Le sue attenzioni sono colpi di rasoio.
Assoggetta al suo capriccio. Penetrata dal suo feroce occhio. Ferita dentro, in quel nucleo che nessuno vede e che solo io so.
Vorrei essere un animale. Una mostruosità con mille occhi: quelli che mi servirebbero per difendermi da lui.
Non più Marcela ma un altro essere che vaga per la ciudad e spaventa gli abitanti. Da vittima a carnefice. Per una volta dall’altra parte, dove si stabiliscono le regole del gioco.






Dalla Storia dell’occhio di Bataille, ad Argo dai mille occhi che sorveglia la povera Io trasformata in vacca da Giove mentre Mercurio arriva con la magica bacchetta che induce il sonno (di ovidiana memoria), ai miei occhi paranoici che sorvegliano l’incubo notturno della città, le suggestioni che mi evoca questo episodio di Frontera sono tante e fantastiche. Un abbraccio. Dario