Valente – Smedile
Ti ho cacciato dalla mia vita e mi domando perché sei tornato. Rassegnati. La tua unica fede è quella del boschetto: non fingere di essere indifferente agli afrori del sesso!
Fayaway
un tempo trattenevi meglio le tue emozioni senza per questo evitarmi le pene dell’inferno, è vero, ma almeno ci mettevi un briciolo di umanità. H.


Linguaggio filmico del fotogramma che scatta istantanee nel flusso degli eventi e ne restituisce l’ombra, il rovescio, la sacca vuota dell’esistenza, il guscio abbandonato, e tutto ciò al rallentatore, al ritmo di gocce che cadono lente ma che alla lunga perforano. Terribilmente in bilico tra l’horror vacui e l’horror pleni. In questo singulto esistenziale dell’anima che cerca di evitare il singhiozzo del corpo, lui e lei si incontrano in frammeti di tempo congelati, forse cablati nella sostanza della luce, comunque in attesa di essere sciolti, scongelati, di essere riportati alla vita piena che non scinde l’anima dal corpo. Attendono insomma di essere riportati all’essenza emozionale, sensibile e sensitiva, di quella percezione raffinata che coglie gli esseri immateriali; attendono di essere liberati dall’immaginario che li relega nella fantasticheria; attendono di prendere il largo nel mondo fantastico della fantasia creatrice, nel mondo immaginale di cui, a insaputa di quasi tutti, il cosiddetto mondo reale è intriso. Ma a questo punto non possiamo ricorrere alla magia, come facevano una volta. Oggi siamo diventati troppo complicati, soprattutto quelli che sembrano più semplici. Oggi la semplicità ci tocca riconquistarcela e questo costa un po’ di fatica, ma ne vale la pena. Mi riferisco al fatto che occorre una preliminare decostruzione del fotogramma e della scrittura in cui è immerso, e ciò significa inserire quel fotogramma tra i fotogrammi della propria storia e della propria vita.
Così come si fa accendendo il pc, aprendo la finestra di Linea e inalando l’atmosfera della Taverna di Brest che invita il viandante a fare sosta prima di riprendere il viaggio.
Un abbraccio a Smedi ed Albert. Dario
Ehi Dario, qui stai dicendo cose che lasciano il segno. Il fotogramma è proprio la parola chiave di questa storia. E’ come se fossi entrato nel mio cervello.
Smedi
Caro Smedi, in fondo partecipiamo tutti della stessa Anima che ognuno declina ed esprime in linguaggi e figure diverse ma che si intrecciano, come nei sogni. Dario
ciao state bene grazie dei tuoi disegni è una storia d’amore bella ma anche triste le conosco lasciano un segno , sono stata in svizzera qualche giorno e non ho utilizzato il pc ora so a casa e ricomincio saluti bruna