Per il Cev

Giovanni Guizzardi

Ho conosciuto Maurizio Cevenini tanto tempo fa. Se non ricordo male lui allora aveva 23 anni, io un paio di più. Eravamo tutti e due iscritti alla sezione Martelli Stefani del Partito Comunista Italiano, in via San Mamolo.
Io mi occupavo della attività di partito, lui invece era più interessato alla pubblica amministrazione. Era il capogruppo in consiglio di quartiere, il quartiere Colli, un feudo democristiano e liberale. Già, nella rossa Bologna Maurizio era costretto a stare all’opposizione. Fin da allora le cose non erano semplici, per lui. Mi volle continua

I giovani

Giovanni Guizzardi

Giorgio Napolitano ad un comizio a Milano del Partito Comunista Italiano del 1975. Immagine di pubblico dominio.

Leggo che il Presidente della Repubblica è molto preoccupato per il futuro dei giovani. Peccato, mi è tanto simpatico Giorgio Napolitano. Mi era simpatico anche negli anni settanta, quando era un alto dirigente del PCI e io militavo, come lui, in quel vecchio e defunto partito e mi consideravo politicamente molto affine a lui. Come ora, tra parentesi. Ricordo bene però che in quegli anni non c’era giorno che non si levasse una voce autorevole a lamentarsi per il precario futuro dei giovani, tra i quali, vedi tu, allora c’ero anch’io. Quanto mi angustiava tutto ciò, se voi sapeste. Mi domandavo ogni giorno perché mai ero stato così sfortunato da nascere proprio nel momento in cui il lavoro per i giovani non c’era più e mi indignavo non continua

La dittatura del presente

Giovanni Guizzardi

Mi capita ogni anno di dover spiegare ai miei alunni che una corrente artistica o filosofica reagisce a quella in voga per proporre un cambiamento di stile, di gusto o di pensiero che in seguito si impone e diventa quello dominante, finché qualcuno si stufa anche di quello e ne propone un altro. Sbuffano, annoiati, mentre cerco di dare un senso a questo avvicendarsi di -ismi, e mi domando spesso perché mi affanno tanto. Cosa mi frega, in realtà, che capiscano il travaglio di quegli uomini che dedicarono tanta parte della loro vita a questo scopo che a loro appare così remoto e insulso? Eppure mi frega, eccome. Solo che non capivo perché. Poi una sera ho visto la luce. continua

La miopia dei settari

Giovanni Guizzardi

Cesare Battisti. Creative Commons Attribuzione 2.5 Brasile

Mi sveglio una domenica mattina e come mio solito accendo il notebook e leggo le ultime novità da Google. Per prima cosa tutto ciò che c’è sul governo Monti e sugli sfracelli che dovrebbe fare, poi, visto che di domenica si può poltrire a letto, la mia attenzione un po’ svogliata scorre le altre notizie, fra le quali questa del Tg1 Online:

In un’intervista a Le Monde Cesare Battisti dichiara: “Mi assumo le mie responsabilità politiche e militari”, ribadendo al tempo stesso la sua innocenza. “Attenzione, non ho ucciso nessuno, ero solo una ruota del carro in una delle innumerevoli organizzazioni di continua

Disinformazia

Giovanni Guizzardi

Copertina del primo numero del fumetto Atomic War. Immagine di pubblico dominio

Con gli anni la memoria si va annebbiando, ma mi sembra di ricordare che la parola disinformazia, mutuata dal russo, stesse un tempo a indicare non solo e non tanto la sistematica manipolazione delle notizie al fine di indirizzare la propria opinione pubblica, ma anche e soprattutto quella degli altri. La guerra fredda fu combattuta anche così. Sebbene Berlusconi ed Emilio Fede da vent’anni fingano di non essersene accorti, ormai essa è finita da un pezzo, tanto che chi ha meno di trent’anni può anche ignorare che c’è stata. Ma c’è stata, ed è durata quasi cinquant’anni.
Fu una guerra difficile, perché combattuta con armi molto particolari. Dal momento che sia gli uni che gli altri erano in possesso di alcune migliaia di testate nucleari e dei vettori in grado di farle piovere sulla testa di chiunque, continua