La casa proibita – parte nona

Salvatore Smedile e Alberto Valente (illustrazioni)

L’ultima sera. Ancora vento secco e polvere da sparo nell’aria. La festa è durata più del dovuto. I fuochi d’artificio hanno illuminato la notte come un presepe. L’umido della pioggia non ha pesato. Ho danzato tutte le gighe che potevo sino allo sfinimento, senza risparmiarmi. Ho anche fatto un lungo discorso che hanno applaudito. Mi hanno fatto continua

La casa proibita – parte ottava

Salvatore Smedile e Alberto Valente (illustrazioni)

Non avrei mai immaginato che la fantasia potesse vincere la realtà. La vita ci porta ovunque, casualmente e intenzionalmente. Da quando abito su queste coste frastagliate e battute dai venti tutto è lontano e non fa più male. È un modo di curarsi, tenere a distanza esultanze e dissapori, dissolvenze che nella nebulosità si confondono meglio e non creano attriti.
È quello che mi ci vuole. Trascorro le giornate ingannando il tempo e la solitudine. Di primo mattino, possibilmente non ancora chiaro, mi do la carica uscendo di casa per tastare il terreno, prevedere continua

La casa proibita – parte settima

Salvatore Smedile e Alberto Valente (illustrazioni)

Frida, ti scriverei ogni sera ma il mondo non è quello che sta nei miei pensieri. Eppure insisto su questa illusione come un filosofo che non si arrende all’evidenza.
La vita non può essere questo scorrere delle cose che non tornano più, questo eterno presente dove galleggiano ricordi e desideri, penso calandomi nel ruolo di chi non può permettersi di naufragare. È un gioco, soltanto un gioco tra me e me. Forse tra me e te. Tra sponde di tempo che reiterano segnali di esistenza. Come il passato non è mai completamente passato, ciò che è in atto non è mai unicamente ciò che accade. Ci sei e non ci sei, questa è la sostanza. Trascorrono i giorni, trascorrono gli anni ma io sono sempre qui a cercarti mentre tu continua

La casa proibita – parte sesta

Salvatore Smedile e Alberto Valente (illustrazioni)

C’è tempo e tempo. Quello dell’infanzia che persiste dilatato e quello del presente che rincorre vecchi idoli andati in disuso. Sovente di sera, leggendo riviste in poltrona che mi portano dove non vorrei andare, mi ritrovo in balia di sentimenti che non riesco a governare. Sullo schermo si proiettano pellicole più o meno reali che si frappongono tra me e le persone che ho conosciuto. I passati sono ancora qui, i trascorsi sono immobili e identici a sé stessi. Frida, potrei riconoscerti al buio tra mille volti sconosciuti. Sei tu, sei sempre stata solo tu a farmi sentire in sintonia con le cose che mi stanno intorno. Sono ancora in quello scantinato o sono sulla mia poltrona alle 20 di una sera dove continua

La casa proibita – parte quinta

Salvatore Smedile e Alberto Valente (illustrazioni)

Il buio, questo immenso mare in cui a volte mi perderei senza indecisioni. Anche nella paura di una forza più grande c’è il desiderio di andargli incontro, di abbandonarsi alle sue retrovie dove può succedere di tutto. Che piangi o ridi, che ti nascondi o ti rifugi, che ti dissolvi, che impari a non aver paura, che ti puoi nascondere come in nessun altro luogo.
Osvald!, sentivo chiamare dalla cucina. Osvald, vieni fuori!
Mi accucciavo in un angolo e mi tappavo le orecchie. Mi avete mandato quaggiù?… Ora mi dovete cercare, pensavo col batticuore. Perché ero piccolo e perché ancora non continua