Majakovskij, specchio infranto dell’umanità

Michela Boccalini

Majakovskij, specchio infranto dell'umanità

Elaborazione grafica di Michela Boccalini. Immagine sotto licenza CC 2.5.

Sarebbe un approccio approssimativo e superficiale apprestarsi a leggere Vladimir Majakovskij per ritrovarvi il “poeta politico”, “il poeta della rivoluzione”.
Ben presto ci si accorge di aver dato troppo credito a delle etichette e di aver sottovalutato la sua tanto più complessa poesia.
Iscritto fin da giovane al partito comunista nella Russia dei primi decenni del Novecento, Majakovskij vive con profondo trasporto tutti gli eventi politici e sociali del periodo: il Socialismo, la Rivoluzione del ’17, Lenin, Trotsky, poi Stalin… continua

I binomi impossibili. Riflessioni estemporanee sul Messico e la muerte pelona

Laura Frassetto

Un pagliaccio impiccato, Messico. Fotografia di Laura Frassetto.

Messico dei binomi impossibili come bambini e morte, giocattoli e decomposizione, solitudine nella condivisione. Messico dell’airone che si posa sulla tua trajinera (barca) che si chiama “la crociera snob” e ti porta lontano, in un cimitero dove gli ubriachi conoscono verità che sfuggono come l’argento vivo. Il paese dove la morte profuma di fiori e ha l’ombra del sorriso di un vecchio pescatore.
In Messico si nascondono le disperazioni nelle pieghe delle cose, nei silenzi dei mariachi, in un aeroplano ricostruito sulla tomba di un bambino morto a cinquanta giorni. Le offerte che ogni anno i genitori gli portano consistono in pannolini, calzine e giocattoli. Non c’è nient’altro che si possa dire riguardo la terribile burla che gli ha giocato la muerte pelona (la pelata). Gli scherzi non devono per forza far ridere qualcuno; tanto c’è continua

L’espropriazione del pensiero

Giovanni Guizzardi

Dante e Virgilio dinanzi alle fiammelle dei consiglieri fraudolenti. Incisione di Gustave Doré, immagine di dominio pubblico.

Nel XXVI canto dell’Inferno, Dante incontra le anime dei consiglieri fraudolenti, che espiano le loro colpe bruciando dentro fiamme cornute che le tengono prigioniere e le consumano in eterno. Si manifesta così ancora una volta la legge del contrappasso, per cui coloro che per dare cattivi consigli usarono la lingua, proprio da una lingua di fuoco vengono puniti. Fra essi, Dante individua Ulisse e Diomede e vorrebbe parlare con loro, ma Virgilio gli dà un consiglio:

Lascia parlare a me, ch’i’ ho concetto
ciò che tu vuoi; ch’ei sarebbero schivi,
perch’è fuor greci, forse del tuo detto.

Virgilio dunque gli suggerisce di tacere e di lasciar parlare lui, perché Ulisse e Diomede sono greci e non apprezzerebbero quella lingua con cui Dante si potrebbe rivolgere a continua

Greco (“c’est là que vit l’âme d’une langue”)

Anna Maria Occasione

L'antico ginnasio di Salamina, Cipro. Fotografia di Nevilley, CC 3.0

D’estate non è facile concentrarsi. Il caldo e la stanchezza di un anno che finisce a luglio, come un perpetuarsi dell’esame di maturità, favoriscono la ricerca di ritagli di conversazioni, di brevi chiacchiere, di spiragli di vento. È così, che più di ogni altro momento del calendario lavorativo, si imbastiscono piccole tele di discorsi, a trama larga, passanti, apparentemente impalpabili.
Qualche giorno fa, giusto in questo clima, uno dei miei colleghi mi ha chiesto se sapessi qualcosa dell’abolizione della continua

Necrologio della Scrittura

Giovanni Guizzardi

Quello che segue nasce come commento all’articolo di G. Bosio Verba volant… per poi diventare un articolo del tutto autonomo.

San Girolamo, Caravaggio, Galleria Borghese. Immagine di dominio pubblico.

Mi capita più spesso di quanto vorrei di raccontare un’avvincente pagina di storia o di illustrare il contenuto di un’opera letteraria ai miei alunni e di venire interrotto da un entusiastico commento che di solito suona così: “Prof, ho visto un film alla TV che parlava proprio di quella cosa lì!” Come se ogni romanzo fosse omologabile ad un film, come se il mezzo fosse indifferente. Un tempo mi giravano le palle, ora non più. Sarà l’età, sarà la rassegnazione davanti agli evidenti segni di un progressivo mutamento della realtà a cui mi devo sforzare di adeguarmi, perché non mi viene naturale farlo. Ma non sono il solo. In passato ho assistito per anni in pensoso silenzio alla crociata di tanti insegnanti di matematica che si opponevano all’uso della calcolatrice in classe sostenendo che le nuove generazioni rischiavano di non saper più fare a memoria nemmeno 2 + 2. Dentro di me pensavo: “Già, sarebbe triste, ma in fondo chi se ne frega se a fare le addizioni ci pensa una macchinetta? Chi l’ha detto che è meglio farle a memoria o su un foglio?” Mi veniva in mente la pena con cui alle continua