A Londra, davanti al palazzo di Westminster, sorge una statua di Oliver Cromwell, l’uomo che difese il parlamento inglese contro l’autoritarismo di Carlo I. Grande condottiero, tattico e organizzatore di eserciti, è stato l’unificatore delle isole britanniche. Amato dagli inglesi, dai protestanti e dai repubblicani, è odiato dagli irlandesi, dai cattolici e dai monarchici.
Con la spada in mano, sembra proteggere la House of Lords e la House of Commons. Ma fu egli stesso che nel 1653, dopo aver guidato i continua
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La miopia dei settari
Giovanni Guizzardi
Mi sveglio una domenica mattina e come mio solito accendo il notebook e leggo le ultime novità da Google. Per prima cosa tutto ciò che c’è sul governo Monti e sugli sfracelli che dovrebbe fare, poi, visto che di domenica si può poltrire a letto, la mia attenzione un po’ svogliata scorre le altre notizie, fra le quali questa del Tg1 Online:
In un’intervista a Le Monde Cesare Battisti dichiara: “Mi assumo le mie responsabilità politiche e militari”, ribadendo al tempo stesso la sua innocenza. “Attenzione, non ho ucciso nessuno, ero solo una ruota del carro in una delle innumerevoli organizzazioni di continua
11 settembre
Pare che chiunque sappia dove si trovava l’11 settembre 2001, anche tu.
Io ero al dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico Territoriali dell’Università di Torino. Non ricordo cosa stessi facendo, forse mi stavo iscrivendo a un appello, forse cercavo testi universitari. Ero con un’amica, Elena, in un corridoio deserto del primo piano. Da uno studio si sentiva un chiacchiericcio concitato di radio. Un’assistente ne uscì dicendo “è incredibile, è continua
Public enemy
Obama durante una riunione operativa precedente alla missione contro Osama bin Laden, 1° maggio 2011. Immagine di dominio pubblico.
Vivo o morto. Morto.
Nove anni e mezzo di caccia, più un’altra decina precedenti all’11 Settembre. Il nemico pubblico numero uno degli States, ex alleato in chiave antisovietica, è stato preso. Ucciso. Giustiziato.
Quel gran cowboy di George Bush aveva giurato vendetta e Obama, premio nobel per la pace, l’ha servita, a freddo. Ci sono voluti una quindicina di Navy Seals per abbattere il mostro cattivo, carceri illegali con torture legalizzate, centinaia di arresti arbitrari, milioni di continua
Le pergamene – parte terza
Amadio Totis
N.d.R: leggi qui la prima parte del racconto e qui la seconda.
Il dopoguerra
Ma le incombenze di quel dopoguerra non concedevano certo tregua, lasciando poco spazio alle fantasie e così quei misteriosi quadretti finirono dimenticati in fondo ad un baule, mentre le fatiche del quotidiano presero il sopravvento.
Elsa, così avevano ripreso a chiamarla, con il suo nome, smessa la divisa e le armi, ma non la passione civile e l’impegno politico, aveva aperto un laboratorio di maglieria oltre confine, e si affannava avanti e indietro per tenere in piedi questa sua impresa.
D’altro canto l’esperienza partigiana l’aveva segnata continua

