Actor civis inter cives – parte seconda

Marco Gobetti

Leggi qui la prima parte dell’articolo.

Allestimento di uno spettacolo teatrale, teatro di Epidauro, Grecia, 13 luglio 2010. Fotografia di Gianluca Golino, licenza CC 2.0

Non voglio certo accusare nessuno. Voglio semplicemente ricordare agli operatori teatrali – in primis a me stesso – che scoprire l’acqua calda è sempre importantissimo: che il modo migliore per creare e proporre teatro in una relazione significativa con il pubblico è quello di non prescindere da quel pubblico. E perché il pubblico sia facilitato a frequentare il teatro gli operatori teatrali devono agire con consapevolezza, facendo corrispondere la loro attività ad un’urgenza personale di continua

Etude pour la Sainteté: il purgatorio e il femminile di Erika Di Crescenzo

Salvatore Smedile

Danse, illustrazione di Alberto Valente, 2010, CC 2.5.

Nonostante i pesanti tagli alla cultura gli organizzatori di “Insoliti”, festival internazionale di danza d’innovazione presso la Cavallerizza di Torino (2-8 dicembre 2010) sono riusciti a mantenere e portare a termine i loro impegni, frutto di sinergie con importanti partner europei. La città, generosa, ha risposto con passione. Pubblico di ogni età, curioso e sereno, fiducioso su quello che andrà a vedere. Soprattutto, sguardi consapevoli che la danza ha bisogno di noi e noi abbiamo bisogno della danza.
Tocca a Etude pour la Sainteté di Erika Di Crescenzo inaugurare la rassegna. Il titolo è tutt’uno con quello che continua

Appunti dal cantiere dell’Anti-Teatro – parte seconda

Domenico Castaldo (Laboratorio Permanente di Ricerca sull’Arte dell’Attore)

Qual è lo spazio di uno spettatore in questo processo?
Questa domanda è oziosa, nasce dal bisogno di rassicurazioni, dalla paura di sentirsi ignoranti. Ci si informa: “Riceverò il solito oppure no?” Ma un no che male comporterebbe? Lo stupore di una novità rende stupidi come bambini. Da parte nostra dovremmo comunicargli “Stai tranquillo, capirai! Nessuno ti farà sentire stupido o ignorante”. Ma così non si stimola lo continua

Actor civis inter cives – parte prima

Marco Gobetti

Maschere teatrali della tragedia e della commedia, mosaico romano, 2° sec., Musei Capitolini. Immagine di dominio pubblico.

Provo a dire che cos’è per me ora il teatro. Premetto che è un pensiero che corrisponde a un’azione, che a sua volta è fatta di tante azioni e dunque per sua stessa definizione è in movimento: non è insomma un pensiero definitivo. Infatti per farlo saccheggio da miei pensieri e azioni passate, per unirli a pensieri e azioni recenti o presenti.
Scriveva Gian Renzo Morteo: “La comparsa del cinema ha obbligato a ripensare radicalmente il teatro. Da questo ripensamento il teatro è uscito non soltanto liberato da alcune servitù (ad es. essere soltanto testimone o divertimento), ma anche ritrovato nelle sue caratteristiche fondamentali e originarie. Non unicamente spettacolo, nel senso di rappresentazione di qualcosa. Sul piano della continua

Appunti dal cantiere dell’Anti-Teatro – prima parte

Domenico Castaldo (Laboratorio Permanente di Ricerca sull’Arte dell’Attore)

“In principio era il Verbo”, così inizia il Libro e il Libro iniziò l’epoca della scrittura. Il Libro è stato per lunghi secoli la Verità. Oggi il verbo, i libri, la parola sono soprattutto menzogna. Sono il mezzo del raggiro, dell’imbonimento, della cultura spicciola. Noi cerchiamo la Verità, risaliamo ancora prima dell’inizio, al suono. Il suono ed il segno non mentiscono, non lo possono. Non ascoltiamo la parola, bensì il modo in cui viene pronunciata, il modo in cui vibra e risuona in noi. E come animali reagiamo. Prima del principio era un suono ed un orecchio. L’orecchio di un animale e di un bambino. Entrambi fasci di nervi e continua