Rissa nell’anfiteatro

Davide Picatto

Racconta Tacito (Ann.XIV, 17) che nel 59 d.C., a Pompei, durante i ludi gladiatori offerti da Livineio Regolo, scoppiò nell’anfiteatro una violenta rissa, per futili motivi, fra i pompeiani e gli abitanti di Nocera. Scambiatisi dapprima delle ingiurie, i contendenti passarono presto alle sassate, quindi alle armi. Ebbero la peggio i nucerini, tornati a casa con molti feriti e diversi morti.

Rissa nell’anfiteatro
Immagine di dominio pubblico

L’evento, per un grande scherzo della storia, è testimoniato da un altro documento, un affresco dipinto su una parete di un peristilio di una casa di Pompei, oggi esposto al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Salvatosi dall’eruzione del Vesuvio dell’anno 79, ma giunto a noi anche grazie ad essa, l’affresco ci mostra come gli scontri si fossero estesi oltre le gradinate per le vie della città. Uomini che fuggono a braccia levate, inseguitori armati di spada e feriti caduti a terra sono ripetuti fra l’arena e l’area della palestra e delle mura, mentre sull’altro lato della piazza, non raggiunti dai tumulti, i venditori di cibi e bevande sono indaffarati con le loro bancherelle.
L’imperatore Nerone deferì al senato il giudizio di questo episodio. Data la gravità dei fatti, il senato rispose duramente: ai pompeiani furono vietati i giochi gladiatori per dieci anni, fu ordinato lo scioglimento delle associazioni illegali e Livineio, assieme ai provocatori, fu condannato all’esilio.

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