Elogio della tempesta

Salvatore Smedile

Sfarfugliamento di lillà
nella campagna in calore
una dichiarazione di guerra
sta per essere annunciata,
nessuno lo sa
neppure il tuono
che tutto ricorda
delle battaglie.
Cedri che tacete
non avete paura
di perdere l’odore?
E tu polline,
nel vorticoso informe
hai presentimento
della strage che verrà?
E tu silenzio,
idioma che nascondi
rabbie di mari in rivolta
hai memoria della morte
intraducibile?
E tu ombra,
figura che ti riassumi
sui muri di casa
riuscirai a ricomporti?
E tu radice,
avrai la forza
di sopravvivere
allo scorticamento del pino?
E tu lavanda,
profumerai o svanirai
nel turbine
che ti toglierà la vita?
E tu pioggia,
ritornerai con lo stesso intento
di rinfrescare l’aria?
E tu fuoco,
solitario amico della baita
ti spegnerai o divamperai
per la collina?
E tu vento,
come mi avvertirai
che non conviene
cercarti questa notte?
E tu lampo,
icona straziata dai cani
che abbaiano impazziti,
troverai il modo
di rassicurare un cuore
impaurito dal tuono?

(1998 Provence)

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