La tela del ragno

Danilo Chioni

Capolavoro di simmetria, trappola mortale, fonte di imitazioni: la tela del ragno, opera d’arte al naturale, immancabile arredo domestico per chi non ama ordine e sterilità.
Creatura diffamata, il ragno sceglie con cura il luogo di costruzione: rami e sterpi come cancelli e muri sono superfici di partenza che diventano base per il cantiere. Non ruspe o gru, montacarichi o chissà quale forza: progettazione e realizzazione vivono nel corpo dell’animale. Cuore di tutto alcune ghiandole situate nella metà posteriore dell’addome che sfociano in appendici modificate, chiamate filiere, che compiono il piccolo miracolo di produrre una seta tanto sottile quanto resistente e flessibile, secreta in forma liquida e solidificata durante il processo di tessitura da parte dell’animale.
Deciso il punto di partenza la prima operazione sarà quella di trovare un ponte per l’altra sponda; mentre il ragno tesse un primo filo viscoso, l’aria lo aiuta a trovare la strada per un primo appiglio. Al contatto con una superficie il filo si attacca diventando avamposto della nuova costruzione, così che l’animale ha una strada da percorrere e rinforzare. Vi ci cammina ripetutamente tessendo e ritessendo sullo stesso filo: dovrà sostenere il peso dell’intera struttura. Posizionatosi circa a metà si cala sicuro scegliendo un punto d’arrivo, formando una sorta di Y. Ora ha tre assi su cui costruire un futuro di attesa; partendo da uno comincia la costruzione di una serie di raggi che dividono la tela in spicchi, dopodiché tende una trama a spirale dal centro verso la periferia. Questa prima fase è costruita con una seta asciutta che solo più tardi verrà sostituita da un’altra viscosa, partendo questa volta dal centro.
Le ragnatele, nelle loro svariate forme e dimensioni, sono linearmente connesse da un punto di vista evolutivo con il filo di sospensione. Elegante ancora di salvezza in caso di pericolo o caduta accidentale è stato il primo passo per arrivare a creazioni sempre più complesse.
La ragnatela come casa e terreno di caccia, strumento sensoriale perfetto in un mondo fatto di vibrazioni. I messaggi che porta sono spesso quelli di insetti imprigionati: moscerini, falene, farfalle, sono in tanti a finire nella trappola che il ragno può costruire in venti minuti ma che è il frutto di milioni di anni di straordinaria evoluzione. Inutile dimenarsi nelle sabbie mobili di seta, i movimenti convulsi delle vittime aumentano l’efficacia della tela che si stringe sui corpi intrappolati.
Luogo d’incrocio tra la vita e la morte, investimento e risorsa per il ragno, campo minato per chi non ne conosce i segreti.

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Un pensiero su “La tela del ragno

  1. enricoh77 ha detto:

    Il secondo numero di Linea mi conferma l’idea che mi ero fatto leggendo il numero d’esordio: la rubrica meglio riuscita, a mio parere, è questa! Breve, concisa, chiara, scritta in modo non pomposo e sempre interessante!

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