Terra di conquista

Davide Picatto

Nel 114 d.C., dopo anni di relativa pace, Traiano, imperatore romano tra i più grandi e tra i più lodati, scatenò la sua Campagna Partica. Il pretesto della spedizione contro gli eterni rivali fu l’incoronazione del nuovo sovrano dell’Armenia, stato cuscinetto fra Impero e Regno dei Parti, per mano di Osroe, re di questi ultimi. In viaggio verso oriente, Traiano incontrò ad Atene un’ambasciata di Osroe che cercò invano la pace tentando di risolvere diplomaticamente la divergenza. L’imperatore, senza inviare una risposta, continuò la sua rapida avanzata verso l’Armenia ottenendo senza quasi colpo ferire la sottomissione dei sovrani locali. Intanto, a Roma, il senato gli concesse tutti gli onori del caso e gli attribuì prima il titolo di Optimum, poi, dopo la cattura di Nisibi e della Mesopotamia settentrionale, quello di Parthicus.
All’inizio della primavera del 116, sfuggito alla morte saltando da una finestra durante un terremoto presso Antiochia, nella provincia di Siria, l’imperatore riprese l’invasione. Fatte costruire delle imbarcazioni preso Nisibi, regione ricca di legname, le fece smontare e trasportare via terra fino al Tigri. Messo in fuga il nemico, attraversò il fiume e conquistò l’Assiria, quindi marciò su Ctesifonte e catturò la capitale partica. Il senato romano gli attribuì il privilegio di celebrare quanti trionfi volesse. Ma Traiano non si fermò; inseguendo il mito di Alessandro, avanzò verso sud annettendo la Mesene e, preso il mare, navigò lungo il Golfo Persico ed entrò nell’Oceano Indiano dove, vista una nave diretta verso l’India, si accorse di essere troppo anziano per poter seguire le orme del macedone in quelle terre lontane.
Nel frattempo, mentre a Roma gli si stava innalzando un arco trionfale, in Mesopotamia scoppiava la rivolta. Le guarnigioni d’occupazione romane furono scacciate o trucidate e l’imperatore, giunto a Babilonia, scatenò la reazione contro le città ribelli: Nisibi fu riconquistata mentre Edessa e Seleucia, che assieme a Roma e ad Alessandria era una delle tre grandi metropoli dell’antichità, furono saccheggiate ed incendiate. Dopo aver incoronato Parthamaspates come re-fantoccio dei Parti, assediò Hatra, città della Mesopotamia settentrionale che sorgeva in una regione desertica. Senz’acqua e senza legname, tormentati dai proiettili nemici e, durante il riposo, dalle mosche, i soldati romani fallirono gli assalti alle mura e l’imperatore decise la ritirata.
Ammalatosi, semi-paralizzato in seguito ad un attacco cardiaco, Traiano rinunciò ad una nuova spedizione per tornare in Italia. Lasciato a capo delle legioni Publio Elio Adriano, nel 117 morì a Selinunte, in Cilicia, lungo la via del ritorno, senza più rivedere la città eterna. La campagna partica si rivelò inutile. Le città si erano ribellate ed i Parti non riconobbero il sovrano imposto da Roma. Adriano, il nuovo imperatore adottato da Traiano sul letto di morte, visti gli eccessivi costi necessari a presidiare le nuove province, dovette rinunciare alle conquiste orientali ed al controllo delle fertili lande tra i due fiumi. Roma rinunciò alla sua politica espansionistica arretrando e fortificando il limes in varie regioni e non raggiunse mai più nella sua storia una simile ampiezza territoriale: dalla Britannia all’Africa, dalla penisola Iberica alla Mesopotamia, per due anni tutto era stato sotto il suo dominio.

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