Work in progress

Redazione

Dicono che per uno scrittore il libro più difficile non sia il primo, bensì il secondo. Non sappiamo se lo stesso vale anche per le riviste, ma comunque eccoci qua: Nulla dies sine linea è tornata sorpassando lo scoglio della seconda uscita. E, a conferma che, essendo autoprodotti e autodidatti, Linea è un work in progress, abbiamo già delle novità. Innanzitutto non avremo più una cadenza periodica, mensile, ma usciremo quando lo riterremo opportuno, quando saremo pronti o, molto più semplicemente, quando ne avremo voglia.
Con il mese di aprile ci sarà una seconda novità: il nostro blog sarà aggiornato costantemente pubblicando man mano i pezzi scelti dalla redazione e solo in seguito, non appena si sarà raggiunto un numero adeguato di articoli, Linea verrà inviata agli abbonati.
Ma tutto questo non cambierà nulla a voi. Potrete seguirci sul blog oppure abbonarvi e leggere la nostra rivista aperiodica appena sarà pronta.
Passando alle cose importanti, questo è un numero ricco, come il mese di aprile. Mentre scriviamo, a Londra ed a Parigi i manifestanti hanno tentato di interrompere la marcia della torcia olimpica verso Pechino, ed altre proteste civili contro l’operato del governo cinese e i giochi si stanno preparando in altre città. Se volete scoprire perché non ci sarà mai un vero e proprio boicottaggio, leggete Il sacro fuoco di Beijing. Se invece la campagna elettorale nostrana non ha attirato la vostra attenzione e volete farvi un quadro generale della situazione, in Povera patria capirete cosa vi aspetterà al seggio. Non perdetevi poi l’Intervista a Marco Vacca, fotogiornalista che contesta l’uso insulso e la pessima considerazione della fotografia nell’editoria italiana, e la recensione a Biutiful cauntri. Quando poi vorrete passare a qualcosa di più allegro, date un’occhiata alla nostra striscia, Montagna. In questo numero si parla anche di architetture animali (La tela del ragno), dell’opera di uno scultore-orafo (Il perno delle conciliazioni), di un pirata mediterraneo (Dragut), di una folle battaglia combattuta nel Settecento in Ungheria (Fuoco Amico) e della campagna partica di Traiano (Terra di conquista). Naturalmente abbiamo anche la frase filosofica del mese e, per chiudere in bellezza, un Elogio della tempesta.
Buona lettura.

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