Dissidio

Salvatore Smedile

Stanotte non dormo
famelico
come una bestia selvaggia
corro per la prateria.
Ieri non ho mangiato
per comprarmi l’inchiostro
non si vive di solo pane
e si vive anche di pane.
Non è questo il punto
se stanotte ho fame da lupo
e mi alzo sudato

per ricomporre le sfumature,
i colori sbiaditi
dell’esistere.
Mi batte il cuore:
ci fosse la mia Laura
in carne ed ossa,
aulentissima
che tutto sa del mondo,
a respingere i miei nemici!…
Stanotte è un’altra notte
che invecchia e matura
nel silenzio degli olivi
nel dormiveglia delle tre
nel rigore degli antichi
che non mi contiene. Ma voi,
uomini di accademia
magazzinieri del bel pensare,
esperite il dissidio?
Sapete l’estraneità
di chi è senza terra
e versa sangue?
E mi soccorre
la Signora delle Vigne (*)
coi suoi passi d’origano
che profumano la casa.
E si fece giorno… e
me ne andai per i campi
a rinfrescarmi.
La prossima estate
non mi sorprenderà
inoperoso: ho imparato
a tagliare l’erba
senza farmi male,
a coltivare
benefiche parole
concimate da acque
inaspettate.
Eppure dovevo allontanarmi
dal tempo,
da questa città
che mi contraria
da questi spasmi
che non sono miei.
Partirò nel silenzio
di un’alba invernale…
Dentro le tasche
lettere d’amore
lunghe una vita.

(*) La Signora delle Vigne è un poema di Ghiannis Ritsos dedicato alla storia e alla cultura greca.

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