Alle falde del Vandalino

Danilo Chioni

Alle falde del Vandalino c’è un torrente ma pochi lo sanno, molti se ne sono accorti in questi giorni di fine Maggio. È stato lui a costruire il posto dove vivo, un lavoro lungo cominciato oltre cento milioni di anni fa.
Se cerchi il posto dove nasce lo troverai molto in alto e se avrai abbastanza voglia di camminare ti sorprenderà forse vedere un rivolo d’acqua sgorgare da un piccolo lago verde blu incastonato tra le vette più alte della Val Pellice. È qui che comincia la sua discesa.
Dapprima, forte delle pendenze, disegna un paesaggio aspro e spigoloso, tra piccoli salti e cascate scava il suo letto mordendo le sponde. Ti sorprenderà forse vedere il merlo acquaiolo volare radente al pelo dell’acqua e col calar della sera vedere la nervosa trota balzare tra gli spruzzi. Se deciderai di seguirne il corso più a valle ti si apriranno grandi prati sulle sue sponde, il torrente qui rallenta la sua corsa, i grossi salici delimitano i fossati dove da secoli i contadini allagano i prati e raccolgono fieno per il loro bestiame, ti sorprenderà forse incontrare il ramarro dai colori smeraldini, il martin pescatore col suo blu oltremare e se sarai fortunato il gambero di fiume, sempre più raro un po’ dappertutto.
Se sarai curioso e scenderai ancora sarai forse sorpreso di vedere gli aironi alzarsi in volo al tuo passaggio e le libellule danzare nelle sere d’estate. Ora il torrente incontra alcuni paesi ed anche se li abiti non ci avrai fatto quasi caso; è diventato una lingua inerte spesso imprigionato da grossi blocchi di cemento, continua la sua marcia in un letto che non è stato lui a crearsi. Tutto ciò che lo circonda è opera sua tranne il luogo in cui ora è costretto a scorrere, ci abbiamo pensato noi a dargli una forma, una direzione.
Tutto questo non ti sorprenderà affatto, ne sono convinto, sarai comunque tra i primi a gridare al disastro quando deciderà semplicemente di prendersi lo spazio di cui ha bisogno. Ma quando ti rechi sul luogo del disastro a far la conta dei danni, a constatare la forza bruta dell’acqua che distrugge ogni cosa, perché ti sorprendi?

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One thought on “Alle falde del Vandalino

  1. diego ha detto:

    senza parole. semplicemente fantastico. condivisibile al 100% e soprattutto scritto ottimamente. Freddo e chiaro.

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