Mi butto

Alberto Valente

mi butto e non guardo
mi butto lo giuro lo faccio
m’ affaccio spavaldo
sul bidone e monnezza
tra la brezza un po’ sozza
ora getto, ora occulto, mi nascondo
tra l’organico mi confondo
bidone voragine oscura
tana sicura
buco nero
catino sincero
non getto uno sguardo
mi mondo, fo spazio
da materia che cresce
che occhieggia di plastica
di soda un po’ caustica
di limone, di carta, di pesce
organico rigetto
rigurgito perfetto
di queste mie ore
di questo mio tempo
i minuti del minuto
i secondi del dettaglio
le ore dell’ingrosso
a più non posso
ma poi mi butto e pulisco
apro spazi in cucina
richiudo cicatrici
riapro superfici
m’immagino pulito
io e il mio abitato
ma solo un momento e mi butto
mi ributta ma butto
pare brutto ma butto
e ho buttato una coppa
le robe di kappa
la buta di grappa
la tenda strappata
un ricordo di renata
la mutanda merlettata
ho buttato il silenzio
le parole di terenzio
ho buttato la libretta
la livella, la lamella, la lavazza
il bidè e la sua tazza
ho buttato il cotone fatto straccio
anche un pezzo d’avambraccio
il sacchetto in neoprene
l’orecchio in goretex, e checchezz
il nylon,il raion
il move on, la movida
la torcida, la batida de coco
il co.co.co,il co.co.pro.
anche il rococò
il comò del nonno
tutte le latte da tonno
tutti i tonni da latte
le bianche e le mulatte
buttai la buttanate
buttai la zia erika
buttai l’america
con cristoforo colombo
la nina, la pinta e la saint honoré
ho buttato l’aplomb, l’argent, l’account
il discount, i cant di natal, che du ball!
buttai l’hard disk, l’hard core
ancore, ancora
le tette in vetrina, il culo di irina in cellulosa
l’ascella di patricia in celluloide
la pancia di rita in cellulite
buttai sta latrina
si fece un gran buco e caddi in cantina
lì c’era cristina, mia moglie
in preda alle voglie
buttai senza doglie
eppoi eppoi eppoi
i sofà, le ottomane, i centopiedi
i marziani se ci credi
il microonde, le baraonde
son rimasto in mutande
ho gettato le brande
ho bevuto due brandy
e mo’ andove ti stendi
non sei molto trendy
ho buttato le stanze
le memorie un po’ stronze
e poi giù il condominio
oh dominio del condom
in scenario da condor
è rimasto il deserto
ho buttato anche quello
per sentir con sconforto
che qualcosa era morto
che non c’era più il centro
e un gran vuoto ora ho dentro

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