Berlino

Carlotta Scioldo

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Profilo di Berlino verso Alexander Platz, fotografia di Carlotta Scioldo.

Leggevo da qualche parte che “Questa città è fuori dalla Germania, fuori dall’Europa. È la capitale di se stessa. Non trae alimento dal paese. Non prende nulla dalla terra sulla quale è costruita. Trasforma questa terra in asfalto, muri e mattoni. Elargisce ombra alla pianura con le proprie case, fornisce il pane alla pianura con le proprie fabbriche, determina il linguaggio, fissa le usanze, la moda nazionale. È la quintessenza della città. Il paese le deve la propria esistenza e, come per gratitudine, vive tutto per essa.
Non un unico cuore pulsante, frammentata e unita, vasi sanguigni conducono in un unico flusso di colori, costruzioni, paesaggi metropolitani, vuoti, buchi, spazi vasti, costruzioni minuziose e grandi loft. La città pulsante dove le ore si succedono senza scalzarsi è trascorsa da una popolazione giovane, eclettica, verso l’omogeneo bizzarro a seconda del quartiere: dalla “radical chic” Prenzlauer Berg, la più scanzonata Friedrichshain, l’alternativa Kreuzberg fluisce uno scorrere di visi e biciclette, regolato da ordine autocostituito, tra gli economici ristorantini delle più svariate cucine e i nuovi spazi per l’arte contemporanea…perché tutto ciò che è, è contemporaneo. Berlino.
Nelle grandi case dai pavimenti lignei, vasti muri bianchi, vecchi poster e bizzarri arredamenti raccolti ai flohmarket della domenica mattina i giovani coinquilini della wohnung si incontrano nello spazio comune: il salotto o nella più piccola cucina affollata dalla suddivisione della raccolta differenziata. Le biciclette attendono infreddolite e ordinate i loro proprietari nel cortile interno del condominio.
La Berlino della musica risuona in ognuno dei suoi cuori pulsanti tra spensierate jazz sessions, dove lo charme della grande viola vince su altri strumenti, nottate che diventano albe nei locali storici della Berlino underground come il Berghain o il Watergate, una vecchia fabbrica nascosta o un magazzino dimesso sulla Spree; sul fiume si attende l’alba con sottofondi di musica elettronica di eccellenza mentre il melting pot berlinese si scatena in pista e in consolle si alternano Dj di fama internazionale. Allo stesso tempo la celeberrima Koncert Hall dai maestosi lampadari di cristallo accoglie un pubblico differente a suono di musica classica…
Nei teatri, barche-teatri, loft-teatri, scantinati-teatri la creatività viene messa alla prova mentre negli storici Volk Theater, Staatsoper Unter den Linden, Schaubuhne si rinnova la prosa facendo rivivere la tradizione con scelte drammaturgiche di innovazione e contemporaneità.
L’isola dei Musei sussiste da sé, si nutre di folle di turisti, mentre le nuove gallerie d’arte impazzano in ogni angolo della città, le architetture divengono musei di loro stessi, i nuovi centri commerciali si sfidano in zone periferiche in lotte di design e comfort… il tutto “sostenibile”, il tutto “bio”.
È nutrita dal passaggio, dalla folla, dalla storia, non ha religione e società ma al tempo stesso diventa religione e società. Vive adesso. Respira, ricerca e attira, è contemporanea.

One thought on “Berlino

  1. Berlino, nel suo continuo “cambiar pelle”, rimane fedele a se stessa.
    È una città che delude chi non ha la mente aperta, ed affascina chi non ha paura di osare, di scoprire!
    Ad ogni angolo, la tradizione convive con l’innovazione, senza che nessuna delle due cose appaia fuori luogo…

    Berlino non vuole piacere a tutti i costi, vuole sentirsi libera di voltare pagina, senza dimenticare il passato!

    Consiglio a tutti di vistarla, magari non durante il gelido inverno, ma in estate, per godere anche dei suoi spazi verdi e della vita per le strade, nelle piazze…io ne sono innamorata…!

    Per chi volesse informazioni, leggere opinioni di hotel, musei, monumenti, o anche solo curiosare tra le foto, potete consultare questo sito Trivago

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