La nostra storia 2/3: anfiosso

Danilo Chioni

Un anfiosso. Licenza CC 2.5

Un anfiosso. Licenza CC 2.5

Unità fondamentale dei viventi, la cellula, organismo sé sola, mattoncino di una complessità sempre crescente se aggregata a formare individui più complessi.
Creature solitarie si aggregano a creare colonie sempre più articolate, compaiono sistemi di comunicazione sempre più efficienti. Il salto verso la pluricellularità è enorme e la vita lo compie con disinvoltura: se da un lato alcune tendono verso il perfezionamento legato all’assorbimento della radiazione solare, dall’altro alcune di esse si dirigono verso l’eterotrofia, la mia vita in cambio di parte o di tutta la tua come sistema per vincere la morte.
È la nascita del regno animale, piccoli protozoi, organismi microscopici originano animali sempre più diversificati seguendo fin dal principio la strada di Darwin: mutazione e selezione naturale forgiano esseri dalle forme fiabesche. Spugne, coralli, meduse invadono le acque di pari passo ai vegetali, veri pionieri della terraferma. Mentre nei mari l’alchimista si diverte a creare forme, oltre il bagnasciuga i vegetali combattono la sfida più aspra di sempre, devono vincere la disidratazione portata da un ambiente completamente nuovo e ostile; molto lentamente compaiono i primi muschi e col tempo le prime piante che lottano per tagliare il proprio cordone ombelicale con l’umidità, ma parte di esse rimangono vincolate all’acqua almeno per una fase del loro ciclo vitale fintanto che non si sviluppano pareti in grado di mantenere un equilibrio osmotico tra le cellule che compongono i corpi e ciò che sta al di fuori.
I fiori, tocco di colore in un mondo oligocromatico, compariranno solo molto tempo dopo, meno di un centinaio di milioni di anni fa, così come ci vorranno centinaia di milioni di anni perché si vedano le prime vertebre.
L’anfiosso è un piccolo animale pesciforme appartenente al Phylum dei Cordati. Se osservato con attenzione in uno dei rari momenti in cui emerge dalle sabbie in cui si rifugia, si nota in posizione dorsale un qualche cosa di simile alla lisca dei comuni pesci. È la sua notocorda, progenitrice dei nostri scheletri, da cui è partita la nascita dei vertebrati: pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi derivano da questo sconosciuto ed antichissimo animale. Il suo sistema per ottenere rigidità corporea è del tutto innovativo, cartilagine che troverà seguito nel corpo di lamprede prima e di squali poi e che sarà ispiratrice per le ossa dei teleostei, pesci che milioni di anni fa, con commovente tenacia, trascineranno goffamente sulla terra poggiando su pinne modificate il peso dei loro corpi. In realtà le terre emerse in quel tempo erano già scenario di singolari artropodi, libellule grandi quanto un piccione volteggiavano rumorosamente tra piante alte decine di metri e simili alle odierne conifere mentre sul suolo un brulicare di insetti di dimensioni gigantesche partecipavano al gioco di catene alimentari sempre più complesse.
Venne poi il momento dei grandi rettili mentre i primi fiori evolvevano strategie di comune accordo alla vita animale: le piante capirono che il vento non era l’unica via per raggiungere l’orgasmo e cominciarono ad affinare altri sistemi per l’impollinazione.
Pesci, anfibi e rettili, in quel tratto l’evoluzione è lineare fino a che non decide di dividersi, uccelli e mammiferi hanno progenitori comuni, penne e peli dalle squame, metabolismo nuovo di zecca, accelerato, sangue caldo.
L’arrivo di nuove forme significa a volte la scomparsa di altre, un costante rimescolare le carte alla continua mercé di equilibri sottili, invisibili e fondamentali. I mammiferi rappresentano l’ultimo stadio di una storia vecchia oltre tre miliardi di anni, si differenziano in mille modi e colonizzano ogni ambiente, ali per volare e pinne per nuotare, zampe per scavare tunnel chilometrici nel buio più pesto o ancora agili zoccoli per sfuggire al predatore. Una coda per appendersi ai rami più alti e sul volto un espressione che più familiare non potrebbe essere…

N.d.R: ti sei perso la prima puntata? Leggila qui.

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