Chi l’ha detto n.10

Elena Gramegna

Il dolore avvolge la vita di ogni uomo ed è fedele compagno dei popoli

Il filosofo di questo numero ritiene il dolore come l’unica realtà positiva perché reale, mentre la felicità è solo illusione e quindi qualche cosa di negativo. Inoltre ritiene che il dolore e la tragedia sono l’essenza della vita dei singoli uomini e della umanità intera. Questo pensiero appartiene ad Arthur Schopenhauer, nato a Danzica nel 1788 da padre commerciante e madre scrittrice. Anche lui si dedica al commercio ma, dopo la morte del padre, passa allo studio della filosofia ed in particolare a quello di Kant e di Platone. A Berlino ascolta le lezioni di Fichte ma ne resta disgustato. Ha dei rapporti turbolenti con la madre e si trasferisce a Dresda dove, nel 1818, porta a compimento la sua opera più importante: Il mondo come volontà e rappresentazione. Tornato a Berlino, nel 1820, si dedica alla carriera accademica, ma qui si scontra con Hegel e, in breve tempo, perde tutti i suoi allievi. Muore a Francoforte il 21 settembre del 1820.

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