Intervista alla Costituzione

Maria Genovese

Il Capo dello Stato Enrico De Nicola firma la Costituzione, 27 dicembre 1947. Immagine di pubblico dominio.

Il Capo dello Stato Enrico De Nicola firma la Costituzione, 27 dicembre 1947. Immagine di pubblico dominio.

Signora Costituzione, cosa è un decreto legge?
C’è un mio articolo che lo spiega molto bene. È l’Art. 77
“Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.”
Ho voluto dare al Governo il potere di esercitare la funzione legislativa, normalmente del Parlamento, proprio per quei casi di “necessità e urgenza”, casi cioè in cui si deve fronteggiare situazioni impreviste e imprevedibili urgenti e improrogabili.

In cosa consiste la straordinarietà del decreto legge?
Allo scopo di evitare la concentrazione dei poteri in uniche mani, che può prestarsi agli abusi che tristemente la storia ci ricorda, ho deciso di dividere i poteri tra diverse figure istituzionali: al Governo quello esecutivo, alle Camere quello legislativo e alla magistratura quello giudiziario.
Nel caso del Decreto legge, la straordinarietà sta proprio nel fatto che, in caso di straordinaria urgenza, il Governo può farsi carico di due poteri: quello esecutivo e quello legislativo, sottraendo temporaneamente (60 gg.) al Parlamento l’esercizio della sua funzione.
Rimane comunque sempre alle Camere la decisione definitiva, al Presidente della Repubblica il rinvio alle Camere del decreto, e alla Corte Costituzionale di individuare principi di incostituzionalità, tra cui anche il caso di evidente mancanza dei requisiti di straordinarietà, necessità ed urgenza.

Quali poteri ha il Presidente della Repubblica in materia di provvedimenti d’urgenza, quale è un decreto legge?
Il Presidente della Repubblica può rifiutare la sottoscrizione di tali provvedimenti qualora questi fossero manifestamente privi dei caratteri di straordinaria necessità ed urgenza richiesti dall’art. 77, o se manifestamente lesivi di norme e principi costituzionali. Ho voluto il Presidente della Repubblica quale garanzia istituzionale: a lui il compito di salvaguardarmi, e di tutelare quei ruoli istituzionali individuati in Governo, Parlamento e Magistratura

Facciamo un esempio limite, prendendo spunto da una recente vicenda che ha acceso molto il dibattito nel Paese: il caso Englaro. Corte d’Appello e Corte di Cassazione hanno dato l’autorizzazione all’interruzione dell’alimentazione artificiale della ragazza, stabilendo un preciso protocollo per toglierle il sondino. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge per fermare i medici.
E cosa ha fatto il Presidente della Repubblica?

Ha rifiutato di votare il decreto.
Bene. Vede, se la Corte d’Appello stabilisce e la Cassazione sentenzia, non ci sono punti di perplessità, per cui non sono evidenziabili caratteristiche di necessità o di urgenza da giustificare la temporanea sospensione del ruolo del Parlamento. Inoltre, se il decreto di cui mi parla fosse stato approvato, ci sarebbe stata una grave intromissione in una scelta della magistratura, che lei sola detiene il potere insindacabile di giudizio, compromettendo in un solo colpo quella divisione dei poteri che tutela la democrazia in un paese.

Ma il presidente del consiglio in una conferenza stampa sottolinea come il comma 2 dell’art.77 attribuisca al Governo la responsabilità di adottare provvedimenti d’urgenza.
Dimenticando però che è compito poi del Presidente della Repubblica firmare il decreto o meno (ndr Art. 87).

Veramente il Presidente del Consiglio avrebbe in mente di farle fare delle modifiche. Sostiene che sono necessarie perché “è una legge fatta molti anni fa sotto l’influsso di una fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come un modello”.
Ma come si permette? Non sono poi mica così vecchia! E poi mi chiedo se ci siamo mai conosciuti: una costituzione ispirata all’Unione Sovietica, potrebbe mai contenere una difesa della proprietà privata (ndr. Art. 42)?

Sostiene anche l’importanza dei decreti legge, senza i quali le leggi si perderebbero nei meandri del Parlamento.
E lasciar legiferare direttamente il Governo, privando il Parlamento dei suoi poteri? Se non lo avete dimenticato, nell’art.1 dico che il Popolo è sovrano. Se si va avanti coi decreti legge, si estromette il Parlamento e il popolo smette di essere sovrano. Così si cancella nella sostanza la democrazia!

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