Parlano

Salvatore Smedile

Parlano
e disperati chiedono
perché son morti.
Nessun giro di parole
può cambiare
l’enunciato, una virgola
non lo sospenderebbe.
Nonna Giovanna
saprebbe riconoscere
la sua ora.
Non ci vedremo più…,
ripeteva senza tregua.
A volte le credevo,
a volte guardavo

un po’ più in là.
Nei suoi occhi
due lacrime serene
a finger di esser pronta.
Se centoquattro anni
non sono un gioco
tre secoli a cavallo di una storia
cosa sono?
Quanti corpi tacciono
quel che non si può dire
né pensare o immaginare?
La patria è la prima schiavitù;
dio è la seconda
l’onore è la terza.
La lista è lunga
e corta è la memoria
danzare sui cadaveri viene bene
ubriacarsi viene meglio
la guerra non è morta
la bestia è ancora viva
nei cuori prigionieri
di comode virtù.

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