Talete il sapiente

Dario Tozzoli

Talete il sapiente
fenicio di Mileto
abbandonò la favola
degli uomini
per ascoltare
orecchio a terra
il rigurgito cieco
della natura
nell’invisibile
oceano sottostante.
Indi scrutò
il fango di Ferecide
e memore non solo
di amniotico ricordo
ma di materna
e liquida origine
nell’umido sostrato
riconobbe l’arcano
principio della vita.
Fu così che l’acqua
pose a sostegno
del mondo intero
ma qui non si fermò:
a lungo mirò il firmamento
e alla sapienza degli astri divini
l’umano commercio
con grande saggezza egli legò.
Dell’egizio sapere si nutrì
per dare inizio e corso
alla filosofica ragione.
“Tutto è pieno del divino”
un giorno egli esclamò
osservando il magnete
che l’idea dell’anima gli rivelò.
Forse morì di notte
cadendo in un dirupo
o forse di giorno egli morì
stremato di caldo e di fatica:
questo non lo sapremo mai.

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