Chi l’ha detto n.11

Elena Gramegna

Due cose riempiono l’animo di ammirazione e di venerazione sempre nuove e crescenti, quanto più sovente a lungo si riflette sopra di esse, il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me.

Questa è la chiusura della Critica della ragione pratica di Immanuel Kant e vuole essere un significativo appello alla situazione umana che è limitata se si considera l’uomo un essere animale che deve restituire la sua materia al pianeta. Ma l’uomo ha anche un’alta dignità perché è elevato dalla legge morale che rivela una vita indipendente dall’animalità e da tutto il mondo, in quanto la sua esistenza non si limita a questa vita ma si estende all’infinito.
Immanuel Kant nasce a Konigsberg nel 1724 ed è in questa città che trascorre tutta la sua esistenza, senza compiere significativi spostamenti. La sua educazione è caratterizzata da una rigida disciplina protestante ed infatti Kant manterrà per tutta la vita un profondo senso del dovere. Nel 1770, dopo alcuni anni di dottorato e la pubblicazione di una dissertazione, ottiene una cattedra nell’università del suo paese natale, ed è questo il momento di svolta del suo pensiero filosofico, anche se ci vorrà oltre un decennio perché lui possa elaborare compiutamente la sua nuova prospettiva filosofica. Kant muore nel 1804 a Konigsberg.

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