Incompiuta Chiappera

Aloisius

Val Maira, Piemonte, gennaio 2009

Verso Elva. Fotografia di Aloisius

Verso Elva. Fotografia di Aloisius

Allora, domani si va a Chiappera.
Nessuno sa dove sia. Occhi a punto interrogativo, ma io lo sento devo saltare sul letto, far volare i cuscini, devo tuffarmi nella neve.
C’è ne è un sacco quest’anno, metri, muri, distese a seconda dei punti di vista, verticali, circolari ed orizzontali.
Come di prassi, segue la burocrazia dell’interrogatorio.
Perché Chiappera, dov’è, mai sentita, quanti chilometri bisogna fare, sarà tutta statale, ci vorranno le catene, i chiodi, le pale, i panini.
Come di prassi, agli interrogatori rispondo.
Chiappera perché: perché è montagna, perché è l’ultimo paese in fondo ad una valle, perché dall’altro lato c’è la Francia, perché è confine, perché significa lontano, perché lontano stimola la fantasia e quando comincia la fantasia, inizio a respirare.
Ultimo. Lontano. Confine.
Parole magiche per me, da sempre.
Mi piacciono gli ultimi che saranno i primi, gli ultimi arrivati alle gare, gli ultimi che resistono al progresso, gli ultimi che non torneranno più.
Ciò che è lontano, sconosciuto, inimmaginabile. Mi piace aprire la porta nel buio.
Il confine: ricordo al colle dell’Agnello, un anno fa, la freccia bianca dipinta sull’asfalto, di qua Italia, di là Francia: fossero così chiari al mio interno i confini tra quello che posso e non possa fare.
Chiappera dov’è: facile, ho studiato. In fondo alla Val Maira, 220 chilometri da dove abito, metà autostrada, metà statale, seguire le indicazioni, Cuneo, Dronero, Macra e su dritti.
Catene e robe varie: madddddai, winter wheels, bastano ed avanzano… Panini: ovvio.
Ho passato l’esame, si dorme e domani si parte.
Alba splendida, rosa, dipinta dai merli mattutini, aria frizzante, sorrisi ancora addormentati.
Il mare lo si lascia presto alle spalle, i campi si sovrappongono uno all’altro, a volte sembrano la vita, mattine, sere, giorni, stagioni, notti sveglie passate a pensare, alberi, ponti, colline.
Corre veloce la vita.
E quante volte guardo vivere.
Da Dronero in poi (pausa di dolci e caffè) la strada si fa stretta.
Le rocce incombono al passaggio. Il torrente Maira c’è ma non si vede, è sotto la strada, trotterella tra le pietre e la neve.
Sembra di entrare dentro al terra, di essere in una ruga, il cielo è in alto.
Poche case, sparse, disabitate.
Non so che cosa ci sarà oltre, dopo questa curva, l’altra.
Case sempre poche. Non c’è nessuno, quasi tutti se ne sono andati.
Un bivio. Irresistibile. Si sale.

San Peyre. Fotografia di Aloisius
San Peyre. Fotografia di Aloisius

Direzione Bassura, Stroppo, due curve, neve bianca, luccicante. Si respira, si respira. Una chiesa romanica sulla destra, saremo a mille metri, San Peyre, bifore, neve, tutt’intorno neve, una foto, un morso al panino, si va..si prosegue…salir sempre salir..mi viene in mente quando ero piccola… sembra di essere dentro ad una favola, mi batte il cuore, curve dopo curve, frazioncine Paschero, Cucchiales, Contà, San Martino.
La strada è sempre la provinciale 335.
San Martino. Arrivi in cima e ti chiedi se sia vero. Cime nitide, disegnate sul cielo. Sui pendii immacolati le scie di chi scende in neve fresca. Silenzio, colori accesi. Bianco su azzurro. Non sono più io. La neve brilla, soffice, polverosa.
Ehi!!! Un’anima!!!! Berretta storta, il gatto lo segue miagolando, la legna sotto il braccio, dai vi faccio vedere la strada al paese… e così ci racconta, abitava lì, ha fatto la guerra, poi negli anni cinquanta è andato a lavorare alla FIAT, come tanti, ed tornato, là dove è nato, con il gatto che lo segue miagolando e la legna sotto il braccio.
Un incanto. Gli occhi di tutti sono a punto esclamativo.
Non vorremmo più andare via.
Un giro, ma si va, la meta non è dietro l’angolo. La luce cambia.
Seguiamo la provinciale, verso Elva, ma dobbiamo tornare indietro perché la strada ad anello verso Brione dorme sotto la neve. Poco male. I colori si addolciscono, abbracciano forme e cime.
Ripresa la statale 422, si sale sempre, tra la neve e le rocce, Prazzo, Maddalena, Acceglio.
È buio. Una centrale elettrica, una vecchia stazione. Meno tredici.
Freddo. Freddo. Sono le sette, a Chiappera. Un cane ci viene incontro scodinzolando. Nessuno per strada. Da una fontana gelata sgorga acqua, le case sono curate, legno, pietra, luci all’interno che sanno di caldo, vicoli nella neve portano qua e là, profumo di camini, un senso di pace, di intimo, di libri letti in un silenzio pieno.
Chiappera, la nostra meta, è rimasta così. Incompiuta. Le guance sfrigolano, lo sguardo si alza alle cime intorno, ma siamo felici da morire. Promesso, ci dobbiamo tornare.

Annunci

5 thoughts on “Incompiuta Chiappera

  1. Vanni ha detto:

    Chiunque tu sia hai lo spirito adeguato per conoscere il mondo che hai descritto nell’articolo, se ne vuo sapere di più chiedi pure e più che lecito ed io sono un uomo cortese.
    Ciao!

  2. Patrile di Pratavecchia ha detto:

    Finalmente qualcuno che ha “sentito” la Valle….Questa è la nostra casa,la nostra Madre, il nostro rifugio quando le cose pesano sulla vita,quante volte i nostri Antenati hanno attraversato a piedi quel colle per scendere in Provenza dalla Ca ‘d Pera,la Chapera….
    Bravo o Brava,e ritorni !,la Valle le parlerà ancora.
    Saluti

  3. aloisius ha detto:

    da te ho imparato che Chiappera deriva da Ca’ d Pera..
    grazie infinite, quante cose non so e non saprò mai.
    Sarebbe bellissimo salvare queste notizie e questi frammenti di vita, magari scrivendo qui, qualche riga in un articolo che invito l’autore/ice del commento a realizzare, perchè dalle sue mani e dalla sua mente si tramandi ciò che altrimenti potrebe svanire per sempre.
    Grazie ancora, aloiusis

  4. giorgio ha detto:

    Un loc unde te poti simtii ca-n paradis, merita distanta.Daca mergeti cu cortul chiar si-n iulie, trebuie sa va luati plapume de acasa. Noaotea scade cu mult temperatura,e un loc ideal pentru a evada din caldura metropolelor…

  5. Salvatore ha detto:

    Giorgio,
    il senso più o meno lo comprendo ma quanto mi piacerebbe assorbirlo del tutto! Dai, dillo anche in italiano che siamo in tanti ad essere incuriositi.
    Evviva Ca’ d Pera!
    Salvatore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...