The KKK took my baby away

Davide Picatto

Un rito KKK: la croce incendiata. Immagine di dominio pubblico.

N.d.R: questo articolo è stato pubblicato in origine sul blog Storie, narrazioni, sguardi obliqui lunedì 2 novembre.

Erano uomini incappucciati, vestiti con un lindo lenzuolo. Hanno terrorizzato l’America nera per decenni. Bruciavano croci, incendiavano fattorie, uccidevano uomini, donne e bambini. Si facevano chiamare Ku Klux Klan (dal greco kyklos, cerchio, e dal gaelico clann, figli, famiglia) ed erano convinti della superiorità della “razza” bianca. Le loro confraternite si aggirano ancora fra di noi: generalmente considerate una frangia della destra estrema, oggi sono gruppi molto isolati e dispersi che contano non più di qualche migliaia di membri. Ed ora sono sbarcati in Italia.
Il KKK nacque il 24 dicembre del 1865 a Pulaski nel Tennessee, al termine della Guerra di Secessione, come una confraternita formata da alcuni reduci confederati. Essa doveva aiutare vedove ed orfani di guerra, ma si sarebbe dovuta anche opporre all’estensione del diritto di voto ai neri ed all’eliminazione della segregazione razziale. Nel 1869, con l’effettivo valore che ancora possedevano le leggi razziali, la confraternita, che intanto diveniva sempre più violenta, fu sciolta e, due anni dopo, il presidente degli Stati uniti Ulysses S. Grant lo dichiarò un gruppo terroristico illegale. La decisione venne poi abrogata nel 1882, quando il documento venne definito anticostituzionale, ma ormai i Klan non avevano più alcun potere.

Bandiera del Ku Klux Klan. Immagine di dominio pubblico.

Durante la Prima Guerra Mondiale, quando molti bianchi poveri si convinsero che i loro problemi economici fossero causati da neri, banchieri ebrei e da altre minoranze, fu organizzato un secondo Klan formato per lo più da membri del Partito Democratico e dei ranghi bassi di quello Repubblicano. Ebbe un grande successo nazionale, finché non fu sciolto nel 1944 dopo il calo di popolarità seguito alla condanna di David Stephenson, il Grande Dragone dell’Indiana e di quattordici altri stati, per l’assassinio di Madge Oberholtzer che fu morsa così tante volte da essere descritta come “morsicata da un cannibale“. Negli anni venti e trenta una fazione del Klan chiamata Black Legion indossava uniformi nere e si fece notare per la violenza e gli assassinii di comunisti e socialisti. Dopo la Seconda Guerra Mondiale molte organizzazioni hanno utilizzato il nome del Ku Klux Klan per opporsi al Movimento per i diritti civili negli anni sessanta restando ancora attive oggi. Le fazioni più grandi comprendono l’Imperial Klan of America e i Knights of the Ku Klux Klan.
Il primo tentativo di sbarcare in Europa il KKK lo fece nel 2007, ma il Klan venne sciolto dopo una serie di liti interne. Allora gli iscritti (soprattutto italiani e tedeschi) chiesero agli United northern and southern knights di entrare nel loro direttivo e crearono un Klan europeo fratello di quello americano che venne riconosciuto nell’agosto del 2008. Oggi, oltre alle 29 sedi americane, vi è il Reame italiano, quello tedesco, uno in Belgio ed uno nel Regno Unito: i gruppi europei sono coordinati dal “Reich” tedesco che riferisce direttamente negli States.

Il KKK italiano, immagine tratta dal loro sito.

Il sito italiano ha aperto le iscrizioni con questo appello: “Se siete uomini o donne patrioti bianchi e ritenete di volervi impegnare per la vostra stirpe e per le generazioni future, se ne avete abbastanza di vedere la nostra discendenza, i nostri diritti e il nostro futuro calpestati e gettati via, se volete mettere fine a questo scempio, saremo felici di avervi con noi e di ascoltarvi. Aderisci alla lotta e salva i tuoi diritti quale cittadino bianco e cristiano. Riprendiamoci quello che ci è stato tolto e diamo ai nostri figli il futuro che meritano“. 12 sono i mesi in cui si deve provare la propria partecipazione alla lotta contro neri, immigrati, omosessuali ed ebrei per poter creare uno stato bianco e cristiano, la sacra missione: “Il nostro obiettivo è semplice ma forte, conservare il cristiano bianco, i suoi ideali e le sue tradizioni. Siamo qui per guidare i nostri fratelli e le nostre sorelle bianche e ristabilire l’ordine in questa società collassata“. “Si parla molto di orgoglio nero, orgoglio ebraico, orgoglio ispanico e addirittura di orgoglio gay“, mentre “esiste solo un segmento maggioritario della popolazione che non viene incoraggiato ad essere orgogliosa della propria discendenza e delle conquiste dei suoi avi. Quel gruppo etnico è la razza bianca“.

Nulla Dies Sine Linea

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