Serenità

Davide Picatto

Copertina dell'ultimo numero di Linea. Alberto Valente (rielaborazione grafica di Chiara Costardi).

Politici colti con le mani nel sacco (ma che si dimettono).
Carabinieri ricattatori.
Premier che negano il conflitto di interessi ma che impongono il silenzio stampa ai propri media su certi scandali sessuali.
Quotidiani, magistrati, programmi televisivi e documentari non “allineati” attaccati dal governo.
Minacce di elezioni anticipate.
L’acqua pubblica assediata dal privato.
Presidenti della Repubblica preoccupati per le difficoltà lavorative del Parlamento.
Bus-prigioni per clandestini.
Aumento del debito pubblico e della disoccupazione.
Ex terroristi processati in maniera dubbia e bersaglio dei media in via di estradizione.

Militari armati in missione di pace per esportare democrazia e difendere governi corrotti scelti con elezioni truccate.
Ennesime trattative di denuclearizzazione.
Vertici del Fao disertati dai grandi leader mondiali.
Psicosi influenzale.
Politici nazionalisti messi pubblicamente alla berlina in tv.

L’Italia, il Mondo.

In Linea si sta più sereni. Siamo sull’orlo di trentamila pagine lette sul blog, mentre gli abbonati al “cartaceo” sono duecento.
Un anno e mezzo di vita, quasi due dall’ideazione della rivista che continua a essere rigorosamente gratuita, a-periodica e a-generica. L’alito comune è quello della cultura e della controinformazione.
Continuiamo a imparare strada facendo, e da questo numero, il quattordicesimo, ve ne accorgerete: la grafica è stata rinnovata dalla copertina all’indicazione del numero di pagina. L’abbiamo rivoltata come un calzino, l’abbiamo alleggerita, l’abbiamo riordinata, l’abbiamo pulita. Siamo sicuri vi piacerà, ma scriveteci pure se dovesse accadere il contrario: ogni suggerimento sarà bene accetto.

Il contenuto continua ad essere lo stesso: articoli di cultura, di attualità, rubriche, racconti e poesie, e come sempre le splendide copertine realizzate da Alberto Valente ed esaltate da Chiara Costardi. Saltando nelle nostre pagine leggerete le personalissime brame di un cavaliere (del Cavaliere), lettere da New York, versi di passi e su Tertulliano, racconti su ritorni a Sarajevo, una chiacchierata con Gherardo Colombo, la seconda parte di una casa proibita, la penultima sull’entropia, le conclusioni di una tesi sul poeta scozzese Edwin Morgan, ragionamenti sul sentirsi e sull’essere europei, sullo sbarco in Italia del Ku Klux Klan e di un particolare incontro a Ferrara con Sergio Rodriguez.

Buona grafica, buona lettura.

Nulla Dies Sine Linea

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