Se lui ti viene a svegliare

Fiorella Favulli

Musica: Aspettando il sole, Neffa e i messaggeri della dopa.

Ogni mattina era la solita incredibile lotta.
Mentre era sprofondata in un soffice sogno, una mano gelida s’insinuava tra le coperte e cominciava a trascinarla via. Opponeva resistenza con tutte le sue forze, lottava smaniosamente per restare, ma, alla fine, come sempre, un suono cominciava a farsi strada nelle sue orecchie.
Piano, lentamente, saliva lungo i suoi nervi e, arrivato a destinazione, accendeva un interruttore nella sua mente.
Lottava ancora affannosamente per continuare a sognare, ma già il suono diventava parola e il suo cervello, ammutinato, decodificava le onde sonore e la spingeva a capire.
«Sveglia!».
«No! Ti prego! Stamattina no! Tu non sai che giornata ho avuto ieri! Quella stupida di Anna non ha fatto altro che chiamare tutto il tempo… E poi ieri sera sono dovuta uscire con quel tipo che non mi mollava più. Dovevano essere le quattro quando sono arrivata a casa!».
Voleva implorarlo, voleva chiedergli pietà, almeno per quella mattina.
Ma lui era inarrestabile.
«Buongiorno!».
«Come buongiorno? Ma allora non hai capito nulla! Ho detto che ieri sera ho fatto tardi, che sono stanca…».
«È una mattina piena di sole…»
«Ma cosa me ne importa del sole! Voglio dormire! Hai capito? Voglio continuare a dormire!».
«Sono sicuro che oggi sarà una splendida giornata!».
«Forse non riesco a spiegarmi. Ti sto dicendo che non voglio sapere nulla. Anzi, non voglio proprio che tu parli. Basta! Lasciami in pace!».
Ma sapeva già di non avere speranze.
E infatti lui, non solo continuava a parlare, ma metteva su della musica…

Bullet with the butterfly kid, Smashing Pumpkins

«Ma sei matto? Cos’è questo? Un ultimatum? Vuoi la guerra? E guerra sia!».
E allungando la mano destra sopra il cuscino lo faceva smettere.
Silenzio. Ora poteva ricominciare a dormire.
Almeno questo era quello che credeva. Ma qualcosa si era spezzato. Per quanto facesse non riusciva a rituffarsi nel sonno. Continuava a girarsi e rigirarsi nel letto senza poter riaddormentarsi.
«Va bene! Hai vinto tu anche stavolta! Sono sveglia, sei soddisfatto?» urlava mentre già si stava alzando e si dirigeva verso la cucina per preparare la colazione.
Però, mentre metteva la caffettiera sul fuoco, si sentiva sola e, quasi senza accorgersene, si avvicinava alla radio che teneva sul frigorifero e l’accendeva.
Era tornato. Sentiva nuovamente la sua voce.
«Allora, come va? Vi siete svegliati bene in mia compagnia? Spero proprio di sì. Vi ripeto che sarà una splendida giornata. Questa è All right dei Supergrass. Noi ci risentiamo subito dopo. Restate sintonizzati…».
Il caffè cominciava a gorgogliare e lei si stava chiedendo: «Ma chi mi ha regalato quella maledetta radiosveglia?».

Nulla Dies Sine Linea

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