The Great Global Warming Swindle*

Livio Oboti

*commenti di un quotidiano utilizzatore di biciclette (me) che suggerisce di guardarlo.

Stavo cercando nella rete un documentario che trattasse del problema del riscaldamento globale (in questo periodo sono particolarmente sensibile alla questione per un odio sviluppato nei confronti di tutti i mezzi a 4 ruote che ospitano al massimo 5 persone, ma questa è un’altra storia) e “fortunatamente” ho fatto questa felice scoperta: uno dei più diffusi documentari del genere, rintracciabile sia in formato torrent che su altri servizi di scambio file peer-to-peer, The Great Global Warming Swindle. Recentemente ho letto qualcosa sull’argomento (articoli su alcuni database scientifici on-line come www.pubmed.org ed anche un libro, che consiglio vivamente, di Tim Flannery del 2006, The Weather Makers: The History & Future Impact of Climate Change): questo solo per dire che sono al corrente di quelli che possono essere i cavalli di battaglia degli eventuali detrattori della cosiddetta “interpretazione allarmista” di questo problema. Mi sono perciò potuto rendere conto di quanto questo simpatico documentario fosse totalmente falso e fuorviante. Visto che il documento in questione potrebbe essere una delle maggiori fonti di informazione a proposito del riscaldamento globale (global warming, in inglese), e vista l’importanza che una corretta informazione a riguardo ha per cercare di cambiare le cose, ho deciso di approfondire l’argomento per limitare – per quanto possibile – il diffondersi di idee facilmente commestibili ma fasulle.
In questo film viene proposta l’ipotesi che il riscaldamento globale sia una teoria, non un dato di fatto, diffusa dai paesi occidentali, rinomatamente più economicamente sviluppati, per controllare e rallentare lo sviluppo industriale dei paesi del terzo mondo o comunque non ancora giunti ai loro standard. Nei servizi proposti vengono interpellati scienziati di varia provenienza (sia geografica che formativa) e viene proposta la loro opinione a suffragio di questa strana teoria, ovviamente con tagli e montaggi ad-hoc e faziose interpretazioni che sostengono quello che probabilmente è un prodotto di basso contenuto scientifico diffuso da chissà quale conservatore-petroliere o simpatizzante di politiche divergenti dalle linee sancite dai protocolli di Kyoto (USA o Australia, per esempio, tra i maggiori responsabili delle immissioni di CO2 e altri gas-serra).
Il documentario si basa su semplici assunzioni-critiche che, nonostante la loro fallacia, risultano facilmente ingurgitabili ed assimilabili dal lettore medio (io stesso qualche dubbio sulla veridicità l’ho avuto inizialmente).
Ecco alcuni commenti riferiti ai maggiori argomenti trattati nel film esposti in forma di risposta personale a certe affermazioni del documentario.

DOC: il riscaldamento globale si dice essere causato dall’incremento di CO2 nell’atmosfera.

L'anidride carbonica in una bevanda gassata. Immagine di dominio pubblico.

ME: le emissioni di CO2 non sono ritenute assolutamente il principale fattore responsabile del cosiddetto effetto serra. È vero che l’anidride carbonica costituisce, o può costituire a determinate concentrazioni, un gas serra, ma ci sono altri fattori da considerare, come per esempio le emissioni di CFC, le emissioni da combustione di derivati minerali, le micropolveri di derivazione urbana ed industriale e via dicendo (fosse solo la CO2 basterebbe coprire il pianeta di piante e risolveremmo il problema… scherzo ovviamente. La maggiore fonte di CO2 in ogni caso restano le acque oceaniche, non certo gli esseri viventi sul pianeta, i quali, rispetto alle prime, occupano una minima parte in relazione alla superficie totale). L’anidride carbonica viene utilizzata e quantificata come misuratore dell’impatto antropico sul territorio per definire l’ordine di grandezza del rischio che una determinata estensione territoriale può correre nell’apportare peggioramenti alla situazione attuale. Nel documentario non si fa riferimento ad altre cause del riscaldamento globale. Già solo questo fatto è sintomatico della voluta miopia della presentazione.

DOC: il fatto che il mondo si “stia riscaldando” è in contraddizione con l’osservazione che gli strati più alti dell’atmosfera (a livello di troposfera, lo strato più prossimo alla superficie terrestre) sono in raffreddamento.

L'atmosfera. Immagine di dominio pubblico.

ME: non si capisce perché le dinamiche di conduzione del calore tra i vari livelli atmosferici debbano essere in contraddizione con l’idea che l’atmosfera si stia riscaldando per opera dell’intervento antropico. Non è spiegato il motivo per il quale, accettando eventualmente l’”ipotesi” del global warming, la troposfera più esterna dovrebbe risultare più calda dei rimanenti strati sottostanti. Chiaramente più ci si allontana dalla superficie terrestre, minore è anche la densità fisica della troposfera e minore quindi la sua capacità di condurre calore… quindi perché dovrebbe essere calda anch’essa se tutto il resto sotto è più caldo? Probabilmente l’effetto è maggiore in prossimità della superficie, ed è lì che crea maggiore danno. Del resto, se misuriamo la temperatura all’esterno di una serra per piante, poco sopra il tetto della stessa, non di certo rileveremo temperature più elevate rispetto alla media… il raffreddamento anzi è un’evidenza di un qualcosa di più grave: un limitarsi negli scambi tra i vari strati troposferici che bloccherebbe i gas serra negli strati inferiori e lascerebbe isolati quelli superiori che possono quindi raffreddarsi non ricevendo apporti di materia dagli strati più caldi. È come se stessimo migliorando la coibentazione della serra stessa! Proprio il contrario di quanto affermano nel documentario.

DOC: i paesi occidentali hanno interesse nel diffondere allarmismo nei confronti del riscaldamento globale per mettere dei freni allo sviluppo di potenziali concorrenti (del terzo mondo prima di tutto).

Le nazioni di recente industrializzazione. Immagine di dominio pubblico

ME: il narratore, nel servizio, sottolinea il fatto che la “teoria” del riscaldamento globale è un idea pericolosamente diffusasi per l’interesse politico di limitare lo sviluppo industriale ed economico di nazioni che potrebbero presto mettersi in competizione con quelle occidentali. Non è del tutto chiaro il motivo per il quale limitare gli abusi nel consumo di combustibili fossi (per esempio) possa rallentare l’economia di tali paesi visto che non si parla di eliminazione delle emissioni, ma soltanto di limiti imposti in maniera proporzionale alla quantità emessa. Sarebbe come dire ad una classe di alunni, volendo mantenere il volume del vociare sotto una certa soglia durante le lezioni, di non superare i 4db a testa altrimenti l’insegnante risulta impedito nel condurre la lezione. Non viene vietata a nessuno la parola ma viene data la possibilità a tutti, eventualmente, di disturbare un po’ la lezione (scusate la metafora semplicistica). A me sembra che chi più ci guadagna dal mantenere la situazione così com’è siano proprio quelle nazioni che più emettono e che più hanno emesso fino ad oggi. Questa tra l’altro non è una opinione personale ma è uno dei moventi più importanti che hanno spinto le principali autorità mondiali a cercare di trovare un comune accordo.

Ho trovato davvero triste il fatto che questo fosse uno dei documentari relativi al riscaldamento globale più facilmente rintracciabili sul web (la ricerca è stata fatta più o meno intorno ai mesi di ottobre e novembre 2009). Qualsiasi sia il parere di ciascuno trovo sano cercare di ascoltare tutte le campane prima di prendere una posizione. Talvolta dall’insensatezza di alcune posizioni possiamo concludere qualcosa a proposito della veridicità (e gravità in questo caso) di posizioni opposte.
Allego il link (http://ocean.mit.edu/~cwunsch/papersonline/channel4response) che rimanda all’opinione di Carl Wunsh, un importante oceanografo che viene abbondantemente intervistato nel film: lui stesso ammette che la sua opinione è stata strumentalizzata ad arte per i soli fini narrativi.

Buona pedalata.

Nulla Dies Sine Linea

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