Ritmo, luce e viaggio

Valeria Ferrero

E se la giornata, il giorno, con il sole o la sua pioggia, con le sue strade ed i suoi passeggeri, giungesse non già per convalidare ma per smentire le convinzioni?
Ci alziamo convinti di aspettarci delle cose, che accadono perché già accadute o che per induzione devono accadere. Cosa può succedere alle idee di cui il giorno precedente era pregno?
Che ne è del qui e dell’ora?
Dimentichiamo che tutto quel che è stato detto “prima” dipende da un contesto, da un luogo e da una disposizione, modificati questi si modificherà anche l’atto di parola. Ossessionati dal catturare le idee e le emozioni, e perché no, anche le passioni, vorremo fermare tutto: “Alt! Le vostre parole sono state percepite e pronunciate, ora devono stare immobili perché appartenete all’essere umano che le possiede”.
Ma si possono possedere le emozioni?
Si possono possedere le parole?
La scienza ci dice di sì quando le trova e così pure i politici quando le promettono e se ne servono.
Alice nell’ultimo periodo elettorale si è chiesta: “Siamo sicuri che sia la risposta netta, quella che una volta per tutte dice, a rendere felice l’uomo?”
“Nella vita per me il senso è dato dal viaggiare e dal fare figli” questo è quello che una persona, a questo proposito, le dice.
Nella nascita è come si portasse qualcuno allo scoperto e quindi alla luce; alimentare la luce è ciò che fa di un essere un essere umano e sostenerla rende genitore un creatore biologico.
Nel viaggio c’è l’esperienza del cambiare e dell’osservare altri modi. Alice non ha figli ed esce poco dalla regione in cui è nata, tuttavia si sente viandante e generatrice ugualmente.
E, per rispondere alla sua domanda, si dice che luce ed esperienza non saranno mai date una volta per tutte: richiedono un continuo divenire.
L’ancora, l’ancora e poi ancora l’ancora.
L’esperienza non è data da un luogo esotico ma dal potersi permettere la curiosità che si nutre di amore per la bellezza e l’umiltà.
Se la sua regione e la sua nazione diventassero luoghi dove le novità venissero avvelenate come potrebbe lei sostenersi su questo viaggiare che non comporta mezzi di locomozione, perché non si sostiene necessariamente su periodiche migrazioni?
Il contemporaneo tende verso la gioia o verso pillole di svago?
Le pare, stando a ultime dichiarazioni politiche, che i compartimenti stagno siano in aumento: si lavorerebbe qui, si produrrebbe lì, si consumerebbe su e si risparmierebbe giù in modo da aver qualcosa da accumulare piuttosto che dispensare.
Negli ultimi giorni poi la musica sembrerebbe ulteriormente essere cambiata, anzi negata. Alice scopre, parlando con amici, che quest’anno la città in cui vive non ospiterà la consueta serie di concerti all’aperto.
Un concerto è musica, è danza e incontro: è esperienza vibrante.
Alice si arrabbia e inveisce: si sente in preda ad una maggioranza che detesta il ritmo.
Sente che si prediligono “pacchetti vacanza” o vacanze premio “per chi si è affaticato e sacrificato” al viaggio. Si chiede cosa si può fare e pensa che occorre sfidare e resistere.
Resistere al buon senso che va tanto di moda perché consola e nutre chi non viaggia, anche se gira il mondo senza lasciarsi attraversare da esso. Sfidare il luogo comune con quella grazia che non si nutre di proibizioni o minacce, ma di parole. Nuove.
Ecco un po’ di luce. Ancora.
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