Grigio incrostato: quando nemmeno la ZTL può nulla contro le macchie più ostinate.

Livio Oboti

Zona a traffico limitato, Torino, mappa

Si fa fatica a cancellare con un colpo di spugna le tracce di sporco più insistenti. Soprattutto se, a sostenere le malevole croste sul muro, non ci s’imbatte solamente in unto e calcare ma, ancora peggio, nell’ignoranza del modo migliore di far pulizia. Fa accapponare la pelle soprattutto il fatto che tale fumo negli occhi venga venduto da pusher spregiudicati o quanto meno dai valori etici poco chiari. A cosa mi sto riferendo? Non di certo all’ultima pubblicità dell’ennesimo prodotto lava-stura-asciuga-scrosta-tutto in vendita presso i migliori super-store. Mi riferisco alla comunicazione (04-06-2010) del capogruppo per FI-Pdl del Consiglio Comunale della città di Torino, Daniele Cantore. A questo punto mi permetto una premessa riassuntiva/informativa relativa al regolamento in vigore.

Come molti di voi sapranno dal 31 maggio 2010 la ZTL torinese cambia perimetro (delibera della Giunta Comunale n.00659 del 12/2/2010, poi integrata dalla delibera n.02058 del 27/4/2010) sostituendo la vecchia ZTL ambientale. La nuova area (divieto circolazione lun-ven, dalle 7.30 alle 10.30) è identificata con la dicitura ZTL Centrale. Gli accessi alla ZTL sono controllati con telecamere sui varchi elettronici.
Per quanto concerne la tipologia dei permessi di circolazione sono confermati quelli attualmente esistenti, che vengono rilasciati a veicoli con omologazione pari o superiore all’EURO 3, oppure alimentati a gas metano o GPL, o elettrici mono o bifuel anche trasformati successivamente all’immatricolazione (vedi per info provvedimento deliberativo n.01673 del 31/3/2009).
Se ci si documenta un po’ si scopre che tutti i permessi (biennali: rosso, argento, verde, viola, fotocine, arancione) sono ottenibili presso l’Ufficio Permessi di Circolazione (Comune di Torino) e alla Società GTT S.p.A per la cifra di 100 euro (50 euro annui). Per quanto riguarda gli altri permessi: DISCO e LILLA 20 euro, VEP 50 euro, temporaneo 10 euro. Per capire a cosa si riferiscono le sigle consultate la mappa-aree raggiungibile dal link indicato sopra.

Ebbene, per la rappresentanza del “popolo azzurro” in giunta comunale, tale estensione, invece di rappresentare un’iniziativa coerente con il desiderio di progresso del modus vivendi torinese in senso ecologico, rappresenta “una situazione a metà strada tra il paradosso e la beffa”. Per quale motivo? Perché auto ibride, a metano, elettriche, a gpl (insomma le vetture verdi) necessitano dei sopra elencati permessi per circolare nonostante la loro etichetta sfacciatamente verde. Ma qual è il vero motivo di tale rampante alzata di scudi contro la pericolosa ZTL? Forse che, come insinua con sicofanza Cantore, i permessi per accedervi rappresentino un dazio inutile del quale i poveri cittadini saranno gli unici a pagare le conseguenze? Tutto questo è increscioso (pare di sentirlo dire), “nel centro di Torino, nella città capitale dell’auto anche chi non inquina, non può circolare”!
Forse Cantore non sa che TUTTI gli autoveicoli sono responsabili di immissione inquinanti ad impatto ambientale. La stragrande maggioranza dei veicoli terrestri è alimentata da combustibili liquidi o gassosi derivati dal petrolio (benzina, gasolio e GPL) e, in proporzioni sempre più crescenti, dal metano. Ciò che accomuna tutte queste fonti di energia, eccezion fatta per il metano, è la loro antipatica tendenza a produrre, a seguito delle reazioni chimiche che avvengono nella fase di combustione nel cilindro, alcune sostanze inquinanti dannose per la salute degli esseri viventi. In teoria, a seguito di una combustione idealmente perfetta di un combustibile fossile puro, si producono solo vapore acqueo (di formula chimica H2O) ed anidride carbonica (CO2), quest’ultima, benché responsabile dell’effetto serra, assolutamente non tossica. In realtà, la combustione che si verifica nei motori (TUTTI) è ben lungi dall’essere perfetta e completa, e i combustibili, dal canto loro, contengono molte impurità (ad esempio lo zolfo) e additivi, anche se in quantità minore rispetto al passato. Pertanto, vengono emessi nell’atmosfera degli inquinanti che possono essere raggruppati, dal punto di vista della loro regolamentazione, in quattro famiglie: il monossido di carbonio (CO), gli idrocarburi incombusti (HC), gli ossidi di azoto (NOx) e, tipico dei motori Diesel, il particolato. Sinteticamente, il CO nasce da una combustione incompleta (ce lo fumiamo pure con le sigarette!), gli HC e il particolato invece sono frutto di una mancata combustione, infine gli NOx si formano a causa delle alte temperature raggiunte nel cilindro.
Quindi? Quindi il tipo di vettura non c’entra nulla contro la necessità di estendere la ZTL ambientale a salvaguardia, prima di tutto, della nostra salute, dell’ordine urbano, contro il traffico singhiozzante, inquinamento acustico, intasamenti alle ore di punta, eco-sostenibilità della circolazione in generale. A questo punto si può capire che, il fatto che le vetture verdi possano circolare, rappresenta invece una sorta di infelice compromesso.
Nella città capitale dell’auto, chi non inquina, potrebbe vivere meglio(?).

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