Il mistero delle barricate

Giovanni Guizzardi

François Couperin, c. 1638. Immagine di dominio pubblico.

Qualche mese fa mia figlia ha cominciato a prendere lezioni di pianoforte. È stata per me un’occasione ghiotta e scriteriata per rimettere le mani su una tastiera dopo più di quarant’anni. Malgrado la ruggine qualcosa ancora mi ricordavo, per cui mi sono scatenato alla ricerca su Internet degli spartiti di quei brani musicali che hanno costituito la colonna sonora della mia vita, da Imagine a Moon river, dal Canone di Pachelbel al primo movimento della Sonata al Chiaro di luna di Beethoven.
Tra gli altri, uno dei brani a me più cari è Les barricades mistérieuses di François Couperin. Solo ora però, dopo che da alcuni mesi mi affanno per domare le difficoltà esecutive delle sue tre variazioni, mi è sorta la voglia di scoprire perché mai il titolo sia questo. Perché le barricate? E perché poi sono misteriose?
François Couperin era nato a Parigi nel 1668. Nel 1693 fu assunto come organista presso la Chapelle Royale di Versailles di Luigi XIV e a lui fu affidata l’educazione musicale dei principi reali. Non è per questo però che ancor oggi è ricordato: la sua fama è legata più che altro alla sua attività di clavicembalista e alle sue suites denominate Ordres, che lo resero apprezzato dai suoi contemporanei al punto da divenire un musicista imitato anche all’estero. Compose un gran numero di pezzi per clavicembalo, ordinati in 27 ordres e distribuiti in 4 libri. Le Barricades mistérieuses fanno parte del VI ordre.
Il pezzo è di per sé pervaso da atmosfere arcane e inquietanti, ma il suo effetto è sicuramente rafforzato dal titolo. A tutti i suoi pezzi Couperin volle dare un nome. Alcuni hanno nomi di personaggi o tipi di persone, altri indicano qualcosa che si suppone che la musica debba rappresentare. Ce ne sono alcuni, però, che restano veramente un mistero. Anche al loro tempo credo apparissero misteriosi a tutti, tranne che a una ristrettissima cerchia di iniziati. Questo è di sicuro il caso delle Barricades mistérieuses. E questo ovviamente ha suscitato la curiosità non solo mia, ma anche di molti studiosi. Wilfrid Mellers per esempio si domanda se vi è un collegamento a un divertissement. Secondo lui il pezzo è uno degli scherzi tecnici di Couperin. “Le continue sospensioni nello stile del liuto sembrano una barricata per l’armonia di base e questo può collegarsi con i dispositivi illusori in un ambiente teatrale”. Mellers fa notare al proposito che la parola barricata acquista il suo senso moderno solo dopo il 1648, ma se “l’ambiguità armonica può essere descritta come ‘rivoluzionaria’ nel contesto delle ortodossie barocche, il tono della musica rimane, anche nel suo mistero, impeccabilmente aristocratico.”

Anna Luisa Benedetta di Borbone-Condé. Immagine di dominio pubblico.

In Lo specchio della vita umana, riflessioni sui Pièces de clavecin di François Couperin, di Jane Clark e Derek Connon (Redcroft, King’s Music, 2002), Jane Clark riprende l’intuizione di Mellers e collega l’ordre VI a un divertissement messo in scena dalla patrona di Couperin, la Duchessa del Maine-Condé, nel 1714.
Due parole su costei: Anna Luisa Benedetta di Borbone-Condé, nata a parigi nel 1676, era la figlia del principe di Condé e in quanto appartenente alla famiglia dei Borbone era una principessa del sangue. Era nota per essere un tipino molto vivace, nonché per il suo cattivo temperamento e per dedicare moltissima attenzione al suo aspetto, tanto che la corte francese la chiamava Poupée du Sang (letteralmente, Bambola del Sangue). Nel 1692 sposò Luigi Augusto duca del Maine, ma non fu un matrimonio felice. Non si piacevano, tutto lì. Le infedeltà di Luisa Benedetta divennero ben presto cosa nota. Dal momento che a Versailles era messa in ombra da Madame de Maintenon, moglie segreta di Luigi XIV, Anna Luisa Benedetta creò una propria piccola corte al castello di Sceaux, dove dava brillanti intrattenimenti e si immergeva in intrighi politici. Fu qui che ebbe il più famoso tra i suoi soprannomi, quello di La Reine des Abeilles o Regina delle Api; nel 1703 aveva costituito un proprio piccolo ordine, chiamato Ordine dell’Ape da Miele, la cui onorificenza venne assegnata a trentanove persone, per il suo semplice divertimento. Alla morte del Re Sole, avvenuta nel 1715, la reggenza della nazione venne affidata al capo della Casa d’Orléans, piuttosto che in quelle del marito di Anna Luisa Benedetta, e lei non la mandò giù. Furibonda per il ruolo giocato dal Duca d’Orléans nel ridurre lo status del marito da Principe del Sangue a semplice Pari di Francia, indusse il Duca del Maine a unirsi alla cosiddetta Cospirazione di Cellamare. Non fu una buona idea, perché la cospirazione venne comunque scoperta e sia il Duca che la Duchessa del Maine vennero arrestati.

Ritratto di Giacomo III Stuart, c. 1720, Antonio David. Immagine di dominio pubblico.

Les Barricades mistérieuses comunque si collocano nel periodo di Sceaux, l’anno prima che la duchessa cadesse in disgrazia. Lo spettacolo di cui erano parte, secondo Jane Clark, aveva per titolo Il Mistero, ovvero le Celebrazioni dello Sconosciuto. Durante la rappresentazione i musicisti indossavano maschere, sottolineando la presenza misteriosa celebrata dal divertissement, probabilmente l’esiliato Giacomo III Stuart, pretendente al trono d’Inghilterra e di Scozia. Jane Clark suggerisce che le barricate possano essere misteriose a causa di queste maschere, ma in realtà va oltre, in quanto fa riferimento anche ad un altro pezzo del XXV ordine, dal titolo La misteriosa, che secondo la Clark suggerisce un possibile riferimento agli interessi del duca e della duchessa del Maine per la massoneria.
La faccenda, quindi, si ingrossa: i duchi del Maine si interessavano di massoneria e la duchessa dedicava uno spettacolo al pretendente al trono di Scozia. E costui si trovava proprio in Francia. Giacomo Francesco Edoardo Stuart era figlio di Giacomo Stuart, re di Scozia e di Inghilterra. Seguì ancora in fasce i genitori nell’esilio in Francia in seguito alla Gloriosa Rivoluzione del 1689, quella con cui divenne re Guglielmo d’Orange e fu promulgato il Bill of Rights, la prima costituzione del mondo. Alla morte del padre, avvenuta nel 1702, Giacomo ne ereditò i diritti al trono e fu riconosciuto dai giacobiti e da Luigi XIV, presso cui viveva, come re d’Inghilterra e di Scozia. Per ben due volte, nel 1708 e nel 1715, tentò di sbarcare in Scozia, ma tutte e due le volte l’impresa finì male e il principe non riuscì mai a recuperare il trono dei suoi avi.
Passiamo ora alla massoneria. Era sorta in Inghilterra proprio dopo la Gloriosa Rivoluzione, ma in Francia si diffuse soprattutto secondo il Rito Scozzese Antico e Accettato, che poi ebbe grande fortuna in tutto il mondo. Il suo fondatore fu André Michel Ramsay, il quale faceva risalire l’origine della Massoneria Scozzese alle crociate, affermando che i Templari, sfuggiti alle persecuzioni di Filippo il Bello, si sarebbero rifugiati in Scozia con i libri di Salomone dando continuità alla vera tradizione massonica che i massoni francesi avrebbero dovuto tenere viva. La leggenda templare sembra combaciare perfettamente con gli intenti stuartisti di scalzare gli usurpatori dal trono d’Inghilterra. Probabilmente costruita ad hoc dai giacobiti per promuovere la loro causa, la leggenda templare del rito scozzese ci conduce in realtà alle origini del Rito stesso: alla massoneria giacobita e cattolica esule in Francia, che aveva tutte le ragioni per definirsi «Scozzese».
E voilà, il cerchio si chiude: le Barricades mistérieuses sono barricate perché alludono al movimento giacobita e al templarismo, e sono misteriose perché sono una musica massonica.
Ma soprattutto, mantengono ancor oggi un fascino straordinario, che ne fanno un vero gioiello della musica barocca.


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3 thoughts on “Il mistero delle barricate

  1. Anonimo ha detto:

    Finalmente qualcuno che tenta di spiegare il titolo di questo affascinante brano di Couperin! Grazie!

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