Maiali bianchi e neri

Marco Gobetti

Due maiali "pancia a tazza" allo zoo di Lisbona. Fotografia di Alvesgaspar, CC 2.0

Non basta più ricordare. E non basta più ricostruire documentando. Bisogna ricostruire facendo. E per farlo bisogna riuscire di nuovo a sognare: il sogno come propedeutica all’azione. Non dobbiamo diventare tutti ragionieri. Tanti elefanti ordinati, di buona memoria e di saggi principi. Pochi ma saggi principi. A che cosa serve sapere tutto della nostra Storia e dare informazione quanto più obbiettiva possibile dei fatti che ci circondano e svelare il marcio e leggere e far leggere i giornali giusti e smascherare le macchine del fango e mettere a nudo i meccanismi mafiosi e camorristici e accanirsi contro i mostri del potere, se tanto a vincere è ormai sempre solo l’ultima parola detta, un attimo dopo l’altro? Se tanto qualunque maiale che ho dichiarato nero un’ora fa, può diventare bianco se mi smentisco in questo momento, affermando che sono stato male interpretato? E se nessuno si scandalizza del fatto che esiste il filmato di me che un’ora fa dichiaravo che era nero? Il principio della sacralità della smentita, accettato ormai da tutti, è la bandiera più alta della legittimazione di ogni gioco sporco possibile. È un invito ad osare, ad andare oltre ogni evidente coerenza; a confidare nell’imbecillità del popolo, a gareggiare per foraggiarla. I mostri hanno compiuto il loro piano: ci hanno annacquato le menti. Bisogna ripartire curandole, non tentando di usarle a pezzi. Urgono disordini. Urgono letture della storia personali. Urgono squarci di lucida follia da parte dei cittadini: esercizi motori per la mente. Solo così forse rinascerà una possibilità di azione. Solo così.

Mike Bongiorno durante una puntata del quiz "Flash" del 1981. Immagine di dominio pubblico.

Da buon cittadino che legge i giornali giusti sono ultimamente indotto a credere che le colpe più gravi di Silvio Berlusconi siano di ordine sessuale; e da buon cittadino che ricorda i suoi processi, mi accanisco a pensare anche che ha fatto ben di peggio. Ma non basta: perché vale l’ultima parola, quella che annulla tutte le precedenti: rischio di svegliarmi un mattino e dimenticare ogni mio precedente pensiero. Io so che corro quel rischio. Cercando allora di vedere oltre alle apparenze e volendomi ribellare alla putrefazione progressiva della mia mente e di quelle altrui, non posso esimermi dal rivelare l’unica verità oggi inoppugnabile: la colpa più grande del Presidente del Consiglio è stata quella di introdursi nottetempo in un cimitero, in compagnia di Emilio Fede e, armati entrambi di mazza e scalpello, trafugare la salma di Mike Buongiorno.
Urge cercare a Palazzo Grazioli il corpo del presentatore scomparso.

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3 pensieri su “Maiali bianchi e neri

  1. livio oboti ha detto:

    hai ragione… in effetti se costui è riuscito a fare ciò che ha fatto è solo stato per nostro tramite… checchè ne abbian da dire ora le donne indignate…
    suona ipocrita… e suona anche disperata la polemica contro gli affari di sesso. Fa ridere che si debba fare opposizione a questo modo… forse si tratta, in ultimo, di combattere questo male con le stesse armi/strumenti chirurgici usati per lobotomizzarci…forse ha senso in effetti tutto questo clamore… chiude il cerchio… e speriamo anche il cappio.

  2. giovanni moretti ha detto:

    per ricerche cadaveri a palazzo Grazioli urge trovare femmine piuchebelle. Cerca tu, se puoi. Giova.

  3. Marco, Livio: in questo periodo più che mai si sente dire “chi se ne frega come cadrà, purché cada”. D’altronde anche Al Capone fu incastrato per reati fiscali, no?

    Il problema di fondo è che pochi si sono indignati per questioni più serie di queste, e solo ora la gente inizia (ma inizia veramente? Pare abbia perso solo l’1%) a non poterne più. Per indigestione? O forse è politicamente finito e quindi può essere dato in pasto agli squali?

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