Frontera. 3°episodio: figlia di Eva

Valente – Smedile

Non potrò dire nulla senza vergogna ma non lo terrò solo per me.

Nel deserto avanza la sera che rinfresca la sabbia. Nuda la sabbia e nuda io.

Sono il paesaggio che Alvaro contempla estasiato e sicuro come un re. Sono la sua visione, sono la sua voglia che ingoia il mio no. Sono la natura asservita all’uomo.

Entra la sua anima perfida e nera. Apre le porte, si accomoda, rovista e se ne va. Quando e come vuole.

Come posso risorgere da questo martirio? Non basta dire “guardati intorno Marcela”, non basta sfogliare un album di ricordi.

Qui tutto è possibile e nulla dipende da me. Ci sono forze e poteri più grandi della mia volontà.

Allora mi lascio cadere e lascio fare. Sacrifico il mio corpo perché sono figlia di Eva.

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