Frontera. 5° episodio: batti più forte

Valente – Smedile

È un incubo. Il frammento di un interminabile sogno che si nasconde nel tempo.

Quel corpo abbandonato sotto il sole sono io? Non c’è memoria e non c’è pianto. Solo un torrido dolore.

Le pietre stanno lì a guardare. Punti roventi su una mappa che non ascolta.

L’ombra si fa liquida ma non è questa la salvezza, una risposta umana alla mia sete.

È solo un minuscolo rio che ricordo a tratti. Impercettibile e poi possente, più grande di me.

Sono labbra umide di una disperata quelle linee che attraversano il deserto

Forse è il sangue che deve ancora scorrere dalle nostre anime in cerca di perdono. Signore, se ci sei batti un colpo.

Batti più forte che puoi, non rimanere in silenzio oltre questa attesa che ci consuma. Che io possa sentire la tua rinuncia o la tua presenza.

2 thoughts on “Frontera. 5° episodio: batti più forte

  1. dario tozzoli ha detto:

    La storia si risolve in frammenti di sogno ritagliati dalle parole e dallo sguardo ludicamente predisposto ad allucinare. Una perdita di significato più che mai compensata e giustificata dal tuffo nel senso (del sentire più o meno condiviso).
    Senso originario e in qualche modo trascendente che solo nell’attimo esteso per l’eternità si può sfiorare.
    Un abbraccio. Dario

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