Frontera. 6° episodio: il male non ha tempo

Valente – Smedile

Ogni ciudad è una ferita, un taglio divaricato tra la mente e il corpo di chi sta morendo.

Si apre e appare quello che non vorresti mai avere visto. Parti che non possono congiungersi.

Ricordo sassi che precipitano in un vuoto nero e glabro o che rimangono su una superficie dimenticata. Dipende da me. O forse non dipende solo da me.

Squartata come un animale.
Non è quello che sognavo nella terra promessa dalla gente. Chiacchiere, soltanto chiacchiere sotto l’ombra delle siepi arroventate.

Prendete posto in sala. Lo spettacolo sta per iniziare. La luce è favorevole, il deserto è un’ecatombe.

Sarà veloce o durerà un’eternità. Il male non ha tempo e non ha occhi per vedere. Speriamo faccia presto. Che il dolore della carne sia umano perché il resto non c’è più.

Un lago di sangue in una notte tutta uguale. Scura notte e scura schiavitù. Sono sacrifici che si ripetono a distanza di millenni.

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