Frontera. 8° episodio: nessuno che mi aspetti

Valente – Smedile


Non è più reale del reale. Guardare è peccato mi hanno insegnato, ma la mia casa non so più dove sia.

Nuda. Mi avvicino nascosta dall’indifferenza che mi sta intorno. Buio e deserto sono vicini e io non ho nessuno che mi aspetti.

Guardarsi intorno. Entrare nelle case, nelle loro ferite simili alle mie. Ho sperato per tutta la vita di trovare la porta giusta. Scalare il futuro con le mie mani.

La prima stanza è la più accessibile ma è vuota. Questa è la mia storia. Simile a un’ombra si sposta con me. Si muove e non ho paura.

Piccola donna sfuggita al tuo destino, non rincorrere profezie che non si avverano. Ogni orrore è figlio dei tuoi ricordi. Tutte le violenze seminate sul tuo corpo torneranno.

Rincuorati Marcela. Non può parlare e non ti può far male. È aria incorporea, notte inodore, oscurità. È grande, sì, ma non è reale.

Che fai nuda per la ciudad a quest’ora della notte? Non hai altari dove pregare la tua impossibile salvezza. Sei morta e non lo sai.

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