Cronache del ghiaccio e del fuoco

Alessandro Barella

Nonostante l’interesse che si è ridestato per essa negli ultimi anni, trainato dai grandi fenomeni cinematografici, sulla narrativa fantasy continuano a pesare gravi pregiudizi. Solitamente ci si riferisce a essa come se fosse separata dalla letteratura propriamente detta, ghettizzata in uno spazio a sé che può essere frequentato soltanto dai suoi appassionati e che non ha niente di attrattivo per gli uomini di cultura.
A onor del vero, bisogna ammettere che questo snobismo intellettuale è spesso ben fondato. La stragrande maggioranza delle opere fantasy non è che una “minestra riscaldata” con ingredienti presi qua e là dalle opere precedenti e, quando le idee di fondo, la trama e i personaggi sono buoni se non geniali, il risultato finale è spesso gravemente compromesso dall’incapacità dell’autore come scrittore.
Questo però non vale sempre, e opere come i libri delle Cronache del ghiaccio e del fuoco sono qui a ricordarcelo. George R.R. Martin è riuscito a creare un vero e proprio capolavoro, una saga in grado di sorprendere a ogni pagina e in cui anche il più incallito appassionato del genere resta disorientato e incapace di prevedere quello che succederà nella pagina successiva. Dove la stragrande maggioranza degli scrittori di fantasy preferisce affidarsi a personaggi e situazioni stereotipati – come se il lettore medio di fantasy fosse talmente stupido da avere bisogno di trovarsi la pappa riscaldata davanti – Martin crea un mondo complesso e sfaccettato al pari di quello reale, con livelli di dettaglio e complessità che mancavano al genere sin dai tempi di Tolkien stesso e, forse, addirittura supera quelli del Professore.
C’è poco di fantasy all’inizio. I draghi, la magia, i giganti e i popoli fatati sono soltanto leggende raccontate ai bambini (e l’unicorno citato nelle prime pagine è un’invenzione sciagurata del traduttore, secondo cui un cervo “non era abbastanza fantasy”), la realtà concreta dei Sette Regni è composta piuttosto da guerra e intrighi politici. Solo le stagioni che durano per anni, ci fanno capire che non siamo davanti a un romanzo realistico ambientato in un altro mondo.
Più avanti nella narrazione, alcuni elementi classici del genere fantasy faranno la loro comparsa, ma Martin è un maestro nel farli stare al loro posto, dosandoli in modo che non diventino stucchevoli e non distruggano la magnifica armonia che è stato in grado di creare, anzi la arricchiscano in colore e perfezione.
Un vero e proprio capolavoro consigliato a tutti, amanti del genere e non.

I libri delle Cronache del ghiaccio e del fuoco finora usciti in Italia sono:
Il trono di spade
Il grande inverno
Il regno dei lupi
La regina dei draghi
Tempesta di spade
I fiumi della guerra
Il portale delle tenebre
Il dominio della regina
L’ombra della profezia
I guerrieri del ghiaccio

L’undicesimo volume è previsto in uscita per aprile 2012.

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