L’occhio azzurro 3/3

Andrea Cangeri e Ástrid Jaimen (illustrazioni)

Di fronte all’oceano che gli bloccava il passo, Alessandro Magno guardava il sole che tramontava lentamente alla fine del mondo. Il sole che ogni giorno versava il suo sangue sull’orizzonte, però non si fermava né deviava mai. E alla fine entrava nel mare.
Presto si fece buio. Alcuni soldati guardarono da lontano la figura immobile del generale, debolmente illuminata dalla luce lampeggiante dei falò, finché la notte e il sonno la inghiottirono.
L’accampamento si destò in un’alba fumosa, tra nitriti, grida e risa, perché per un soldato sopravvivere nella guerra non dipende solo dalle armi, ma anche dal buonumore.
Guardarono verso il mare e lo videro, in groppa a Bucefalo, esattamente dove lo avevano lasciato la notte prima, guardando l’oceano. Aspettandoli.
Non ci fu bisogno né di ordini né di spiegazioni. A cavallo o a piedi, l’esercito invincibile di Alessandro Magno entrò nell’acqua, cantando. Cantavano canzoni da guerra e canzoni da culla. Cantavano perché in un ventre erano nati e sentivano che morire in un altro ventre, il ventre del mare, era dolce. Cantavano perché si lasciavano alle spalle la guerra, il sangue, il freddo e la fame. Cantavano perché dopo tante notti dormendo su sassi e terra, avevano finalmente trovato un buon letto. Cantavano perché non avevano né passato né futuro, conoscevano solo quell’istante, stupendo e terribile, e se era l’ultimo volevano viverlo al fianco del loro generale.
Alessandro, alla testa dei suoi uomini, era di nuovo il bambino della fontana. Il cuore gli batteva in petto come a una ragazza che si va a sposare, però non aveva paura. Non più.
Un attimo prima che scomparisse nell’oceano, una risata cristallina gli illuminò il viso e si levò sopra le acque, repentina e leggera come un uccello che spicca il volo. Però, ancora una volta, nessuno la poté vedere.

L’occhio azzurro è un racconto a puntate di Andrea Cangeri ispirato alla canzone Alessandro e il mare di R. Vecchioni. Le illustrazioni sono di Ástrid Jaimen.

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