Il lavoro dei campi – 8

Salvatore Smedile

Sono anni che non ti vedo
e siamo tutti più lontani.
Altri congedi
mi hanno chiamato
a pronunciare il senso
di qualcosa che non c’è.
La collina è ancora la collina,
ripeti davanti alla siepe
delle nostre infanzie.
Sei ancora tu:
nuvola, lichene, brugo,
pervinca, un fruscio…
Cosa ci può dissuadere
che non ci perderemo?
Davanti alle torbiere
credo che l’universo
sia più compiuto
di un addio.

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