Quantum Discord

Salvatore Smedile

Prima o poi il pianista e compositore biellese Andrea Manzoni doveva cimentarsi nella formazione classica del trio. Trovati i giusti compagni di viaggio, Luca Curcio al basso e Ruben Bellavia alla batteria, prosegue un’avventura musicale che segue molte rotte.
Altri suoni, casa discografica svizzera, mette in catalogo questo Quantum Discord dalla copertina ammiccante e dal titolo intrigante che ha a che fare con la fisica quantistica. Un bel primo piano di Manzoni, occhi con un che di spiritato e diabolico. C’è cura del particolare e niente è lasciato al caso. La scommessa è sempre quella di riuscire a fare coincidere quello che appare con quello che c’è dentro.
E veniamo alla sequenza del cd. I titoli hanno tutti un che di insolito e di straniante, quasi un divertissement: 31 Days, Synaptic Disconnections, Round About Midnight, Postludium. Parlano da soli. C’è indubbiamente l’idea di gioco, di un brioso e ironico rapporto con le cose. Musicalmente il senso di stile è un po’ stretto. Emergono gli stili, ma stili diversi che vanno dove li portano la musica. Gli universi sonori sono larghi, c’è posto per tutto e per tutti. Virtuosismo, musicalità, improvvisazione, frenesie e ritmi contemporanei, elettronica e classicismo convivono beatamente, senza sforzi.
Nelle prime due delle 14 tracce di Quantum Discord (31 Days, Synaptic Disconnections) l’armonia è fluida, orecchiabile, attuale ma con memorie di un’epoca del jazz, gli anni ’80, quando il jazz-rock andava ad allargare gli orizzonti e trovava un nuovo pubblico. Il trio si mescola bene, ogni musicista supporta l’altro facilitando la sovranità dell’esecuzione.
La terza traccia, Round About Midnight, è palesemente un omaggio a Thelonious Monk, al suo classico dei classici. Naturalmente il Trio Manzoni va anche qui per la sua strada: poche note e già s’intravede un altro disegno che prevede un’offerta fiera dello scarto. Scarto da intendersi come innamoramento di qualcosa che ha bisogno di nuova vita per sopravvivere. C’è quell’about che scompiglia senza troppo creare disordine, quel circa, quell’intorno a diremmo in italiano.
Nella quarta (Last Trip) ritorna il gioioso martellamento di un ritmo che batte e poi sparisce non troppo all’improvviso. Il dialogo tra gli strumenti è naturale, disinvolto, senza complessi.
Seguono, dalla quinta alla decima traccia (Nightmoth Variation, Var I, II, III, IV,V) divagazioni pianistiche che lasciano riposare gli altri musicisti. Come per la scaletta di un concerto è il momento dell’intimità, del solo che comunque non è mai troppo solo. Inquietudini e gioiose variazioni fanno capire che il piano vuole la sua verità compositiva ed esecutiva.
L’undicesima (Lorem Ipsum) mantiene l’atmosfera delle tracce precedenti. È tutto sotto controllo, la mente collettiva del Trio ha l’andatura giusta per uscire dal lungo intervallo pianistico.
La dodicesima (Black Church) è caratterizzata da sincopi e tratti jazz-rock quasi funky. Gli stessi musicisti sembrano suonare con un’anima diversa.
Nella tredicesima (Sanctorum) il dialogo dei tre è al massimo. Partenza secca, quiete, ritmo e quiete alternati e infine tratti psichedelici. È l’annuncio dell’ultima traccia (Postludium) in cui si riconosce il violoncello elettrico di Zeno Gabaglio, sodale di Manzoni da molti anni. Il suono di Gabaglio non si dilunga, sembra un suggerimento per qualcosa che verrà. Entrambi stanno lavorando sulla seconda parte del progetto musicale Gadamer che tante domande ha ispirato all’esordio.
Andrea Manzoni è onesto, persegue un suo piano che lo sta portando a non fossilizzarsi in un’unica definizione di stile e musica. La presenza di più corsi nelle sue composizioni potrebbero far storcere il naso a certi puristi ma l’impegno, l’autenticità e anche la giovane età, sono ottimi supporti alla sua vivacità.

Andrea Manzoni Trio

Andrea Manzoni: piano
Luca Curcio: basso
Ruben Bellavia: batteria

Quantum Discord

CD Tracks

  • 01. 32Days (Andrea Manzoni)
  • 02. Synaptic Disconnections (Andrea Manzoni)
  • 03. Round About Midnight (Thelonious Monk)
  • 04. Last Trip (Andrea Manzoni)
  • 05. Nightmoth Variation (Andrea Manzoni)
  • 06. Var I (Andrea Manzoni)
  • 07. Var II (Andrea Manzoni)
  • 08. Var III (Andrea Manzoni)
  • 09. Var IV (Andrea Manzoni)
  • 10. Var V (Andrea Manzoni)
  • 11. Lorem Ipsum (Andrea Manzoni)
  • 12. Black Church (Andrea Manzoni)
  • 13. Sanctorum (Andrea Manzoni)
  • 14. Postludium (Andrea Manzoni)

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