Invito al Pragmatismo

Alessandro Barella

I padri fondatori del pragmatismo: Peirce, James, Dewey e Mead. Immagine di pubblico dominio.

Charles Sanders Peirce è indubbiamente una delle figure più geniali e polivalenti che la storia della filosofia ricordi nell’ultimo secolo e mezzo. Studioso di matematica, fisica, chimica, logica e filosofia, ha portato numerosi contributi a ognuna di queste scienze, e alcune delle sue tesi hanno anticipato percorsi di ricerca che rivelatisi fecondi soltanto negli ultimi anni, come l’idea di una variabilità nel tempo del valore delle costanti di natura. Nonostante non abbia mai avuto riconoscimenti accademici e abbia condotto una vita di stenti, già tra i suoi contemporanei non mancava chi lo ritenesse un genio e, a soli trentasei anni dalla sua morte, Ernest Nagel si è spinto fino a definirlo come la cosa più vicina a un Leibniz che gli Stati Uniti d’America abbiano mai prodotto, complimento continua

Incontri. Tra gli Yanomami di Roraima, Brasile

Letizia Leardini

Tratto da: Letizia Leardini, Intercultura missionaria. Interviste a quattro Missionari della Consolata, Università degli Studi di Torino, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di laurea in Comunicazione interculturale, Relatore: Prof. Francesco Remotti (anno accademico 2005/2006).

Bambini Yanomami

Il territorio di Roraima, nel Brasile nord-occidentale, comprende una vasta area di Foresta Amazzonica, ricca di risorse minerarie. Dai primi del Novecento iniziò un processo di disboscamento, di sottrazione delle terre agli indios e di sfruttamento del territorio per l’agricoltura, l’allevamento, la ricerca di minerali preziosi e di varia utilità. Si trattava di bianchi brasiliani provenienti dal continua

Chiamare le cose con altri nomi: vivere non è sopravvivere

Alessandro Barella

Capita a tutti di sbagliarsi, usare una parola al posto di un’altra. Spesso è una cosa del tutto automatica e inconsapevole, e la conversazione che si stava portando avanti non rischia di subire intoppi troppo grandi. Una richiesta di chiarimento da parte dell’interlocutore, al massimo, come se si fosse confusa la lavastoviglie con la lavatrice. Ma è sempre così innocente una situazione del genere? Ovviamente continua

Incontri. Tra i Nasa della Colombia andina

Letizia Leardini

Tratto da: Letizia Leardini, Intercultura missionaria. Interviste a quattro Missionari della Consolata, Università degli Studi di Torino, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di laurea in Comunicazione interculturale, Relatore: Prof. Francesco Remotti (anno accademico 2005/2006).

Una "civa" del Cauca, fotografia di Dawn Paley, CC 2.0

Sui Nasa non esistono pubblicazioni di ricerche propriamente etnografiche, o per lo meno non sono giunte in Europa. L’unica fonte disponibile è lo stesso Padre P.
Dai tempi dell’invasione spagnola vivono nella zona del Cauca, sulla Cordigliera Centrale delle Ande. Il Cauca è uno dei dipartimenti della Colombia, diviso in riserve, resguardos, in cui vivono i Nasa; ciascuna ha una sua autorità chiamata cabildo, che era l’ufficio spagnolo degli affari indigeni: l’indio se l’è assunto e l’ha fatto proprio; è composto da un governatore, un vicegovernatore e altri due collaboratori: rappresentano l’autorità morale e giuridica.
Toribìo, sede della missione, si trova a continua

Tu non sei italiana

Laura Frassetto

Immagine di Sinistra Ecologia Libertà, licenza CC 2.0, Flickr.

Gli dei torneranno. Stanno già ritornando. (…) sarebbero ritornati dappertutto, nelle valli, nei boschi, alcuni dei quali erano stati devastati dagli incendi, e ai quali spuntoni di piante carbonizzate e nere davano l’aspetto di cimiteri. Sarebbero tornati negli stagni, nei laghi, nelle rocce, nei prati. Sarebbero tornate le ninfe, i fauni, gli spiriti che popolavano le acque e le sorgenti. Erano già ritornati. (Carlo Sgorlon, Gli dei torneranno).

Credo di sapere dove si sono rintanati i miei personalissimi dei; in questo momento della mia vita però non sono in grado di seguirli, non sono all’altezza delle frasi che mi sussurrano all’orecchio. Non è tempo di illusioni, non per me né per continua

Incontri. Tra i Pigmei della Repubblica Democratica del Congo

Letizia Leardini

Tratto da: Letizia Leardini, Intercultura missionaria. Interviste a quattro Missionari della Consolata, Università degli Studi di Torino, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di laurea in Comunicazione interculturale, Relatore: Prof. Francesco Remotti (anno accademico 2005/2006).

Un esploratore britannico insieme ad alcuni pigmei. Immagine di dominio pubblico.

A parte i primi mesi che sono stato in una missioncina per imparare lo Swahili, sono sempre rimasto a Wamba che era sede centrale. I primi quattro anni ero responsabile di una quarantina di villaggi della foresta che facevano parte della nostra parrocchia per cui davo loro l’assistenza spirituale, giravo per i villaggi, insomma curavo un po’ la pastorale. Gli ultimi sei anni mi hanno nominato direttore del centro catechistico di Wamba, una struttura molto interessante perché luogo di formazione dei catechisti, che sono i leader dei villaggi.
Non ho proprio vissuto con i Pigmei, anche se ero nella loro zona, cioè il loro territorio era compreso nei confini della nostra parrocchia per cui ho avuto a che fare con loro, partecipavano alle nostre attività, li ho visti, ho parlato loro, sono stato con loro; non era proprio specifica la nostra presenza in continua

L’uomo e il dolore: la via della tenacia

Alessandro Barella

La Roccia, Le Pale di San Martino, Dolomiti, 5 agosto 2009. Fotografia di Alessandro Pinna, licenza CC 2.0

Quando ci si trova di fronte a un dolore molto forte, tentare di sfuggirgli obliandolo è la reazione più immediata e istintiva che possa presentarsi alla mente umana. Tuttavia, è ovvio che una strada del genere non può funzionare sempre. Inoltre, nel caso in cui si riesca a erigere una barriera tra il problema e la coscienza, in modo che questa non riesca a vedere quello, in realtà non si è ancora fatto nulla. Il problema continua a sussistere identico a prima, e continua

Actor civis inter cives – parte seconda

Marco Gobetti

Leggi qui la prima parte dell’articolo.

Allestimento di uno spettacolo teatrale, teatro di Epidauro, Grecia, 13 luglio 2010. Fotografia di Gianluca Golino, licenza CC 2.0

Non voglio certo accusare nessuno. Voglio semplicemente ricordare agli operatori teatrali – in primis a me stesso – che scoprire l’acqua calda è sempre importantissimo: che il modo migliore per creare e proporre teatro in una relazione significativa con il pubblico è quello di non prescindere da quel pubblico. E perché il pubblico sia facilitato a frequentare il teatro gli operatori teatrali devono agire con consapevolezza, facendo corrispondere la loro attività ad un’urgenza personale di continua

Incontri. Tra gli Zulu del Sudafrica

Letizia Leardini

Tratto da: Letizia Leardini, Intercultura missionaria. Interviste a quattro Missionari della Consolata, Università degli Studi di Torino, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di laurea in Comunicazione interculturale, Relatore: Prof. Francesco Remotti (anno accademico 2005/2006)

La provincia KwaZulu-Natal, Sudafrica. Mappa di Jcw69, licenza CC 3.0

La nostra missione si trova al confine tra la riserva e la zona dove possono abitare i bianchi, in un corridoio di terra della larghezza di 10 km, che ci è stata donata – è stato un piano della Provvidenza, come diremmo noi – da un contadino anziano cattolico, anche se ufficialmente passava per compravendita, quindi noi, ufficialmente, oltre ad essere missionari cattolici, eravamo contadini, il nostro territorio passava per tenuta di campagna.
Arrivo in Sudafrica, comincio con le lingue a Città del Capo e nel Zulu Natal. Non sapevo nulla di queste lingue né del Sudafrica. Può sembrare un atto violento questo, soffri molto, puoi continua

Actor civis inter cives – parte prima

Marco Gobetti

Maschere teatrali della tragedia e della commedia, mosaico romano, 2° sec., Musei Capitolini. Immagine di dominio pubblico.

Provo a dire che cos’è per me ora il teatro. Premetto che è un pensiero che corrisponde a un’azione, che a sua volta è fatta di tante azioni e dunque per sua stessa definizione è in movimento: non è insomma un pensiero definitivo. Infatti per farlo saccheggio da miei pensieri e azioni passate, per unirli a pensieri e azioni recenti o presenti.
Scriveva Gian Renzo Morteo: “La comparsa del cinema ha obbligato a ripensare radicalmente il teatro. Da questo ripensamento il teatro è uscito non soltanto liberato da alcune servitù (ad es. essere soltanto testimone o divertimento), ma anche ritrovato nelle sue caratteristiche fondamentali e originarie. Non unicamente spettacolo, nel senso di rappresentazione di qualcosa. Sul piano della continua