La Cecenia a Torino

Chiara Ceolin

229_foto_loghiceceniaIl Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà di Torino ospita fino al 22 febbraio 2009 la mostra “Cecenia: una guerra e una pacificazione violenta”. I curatori, Marco Buttino e Alessandra Rognoni, hanno ricostruito un percorso storico-fotografico che abbraccia il periodo dal 1995 ad oggi. Sono presenti anche video interviste e testi esplicativi.
Le fotografie appartengono ai fotogiornalisti Heidi Bradner e Dima Belyakov ma ci sono anche scatti realizzati da membri di Memorial, centro per la difesa dei diritti umani e conservazione della memoria. Le immagini raccontano molto della vita dei ceceni durante la prima e la seconda guerra, dei campi profughi in Inguscezia, degli attentati al teatro di Mosca e a Beslan, per arrivare ad immagini del 2008.
I media hanno raccontato le due guerre in Cecenia in maniera molto continua

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L’America di Obama e L’Atlante de La Repubblica – Yes, they can?

Marco Vacca

Copertina de "L'atlante" dedicato alle elezioni americane, 7 novembre 2008

Copertina de "L'atlante" dedicato alle elezioni americane, 7 novembre 2008

La Repubblica ha dedicato alla vittoria di Obama un volume speciale, un fatto storico come il primo presidente di origine afro-americana meritava davvero una celebrazione.
Repubblica coglie l’occasione e in 194 pagine di testi e immagini racconta l’America e i mesi di campagna elettorale in questo snodo cruciale della storia contemporanea, con la fine dell’era Bush, segnata da dottrine neo-con e unilateralismo, una crisi economica spaventosa, l’inizio del declino dell’egemonia americana nel mondo e ovviamente la candidatura e poi la vittoria di Obama alle elezioni per la Casa Bianca. Evento simbolico che chiude i conti, spettacolarmente e cominciando dalla testa piuttosto che dalla coda, con lo schiavismo e la segregazione.
Ma se, riportando il bel titolo di Repubblica, “Il Mondo è Cambiato”, possiamo dire che qui da noi oltre a Berlusconi, sempre più un cumenda brianzolo alla Guido Nicheli, anche il posto della fotografia nei giornali non continua

Gallerie a confronto

Chiara Ceolin

I siti on line del Washington Post e del Corriere della Sera sono stati scelti come esempi tipici di quotidiani per proporre un confronto e una riflessione sulle rispettive gallerie fotografiche.
Ogni giorno il Washington Post propone una diversa fotografia legata ad una notizia del giorno, regolarmente accompagnata da didascalia e nome del fotografo e dell’agenzia. Circa a metà pagina si trova una striscia molto ben evidenziata che rimanda alla pagina dedicata esclusivamente a Photos&Videos nella quale si trovano le gallerie fotografiche, i servizi multimediali e i video. Le gallerie fotografiche sono, per la precisione, 46, 6 i video, 1 servizio audio e 16 sono i servizi multimediali di cui alcuni interattivi. In questa pagina c’è dell’altro che riguarda la fotografia: il link al podcast gratuito Video&Audio, i link dei Partners (il primo è MediaStorm) e anche il Photo Store del Washington Post dove acquistare fotografie dall’archivio del quotidiano.
Gli argomenti delle gallerie spaziano dal racconto del giorno alla politica, dalle notizie locali a quelle mondiali, dallo sport all’arte, dall’ambiente all’educazione e ai viaggi. Ne sceglieremo alcune per vederle più da vicino.
La prima galleria fotografica del 25 luglio 2008, riguarda AIDS e continua

Il World Press Photo e la retorica del War Photographer

Massimiliano Clausi

Fotografia di Tim Hetherington per Vanity Fair: soldato americano che riposa in un bunker, Valle di Korengal, Afghanistan, 16 settembre 2007.

www.worldpressphoto.com


Ogni anno nel mese di Febbraio si celebra il rito del World Press Photo. Nato nel 1955 come vetrina del miglior fotogiornalismo mondiale, il Wpph ha innegabilmente assunto negli anni forti valenze estetiche e politiche che trascendono il suo statuto iniziale di presunto occhio testimone e specchio dei tempi.
Nonstante il premio si componga di svariate sezioni in cui trovano spazio i diversi generi del fotogiornalismo, la foto dell’anno è indubbiamente quella che attrae più attenzione e suscita le più accese discussioni. E’ la faccia del premio, la foto stampata sulla copertina del catalogo. Come ci ricorda Shahidul Alam, giurato nell’edizione 2003, “deve trattarsi di un’immagine di notevoli qualità visive che parli di un fatto di cronaca di rilevanza mondiale”.
Quest’anno il riconoscimento è stato assegnato ad una fotografia continua

L’Europeo: sorpresa a metà

Chiara Ceolin

L’Europeo, copertina del numero 2, marzo 2008.
La fotografia è di Thomas Dworzak: Afghanistan, Kunduz, 25 dicembre 2001. I soldati dell’Alleanza del Nord marciano verso la città da poco strappata ai Talebani.

Nel 1995, dopo cinquant’anni dalla sua prima uscita, il settimanale L’Europeo cessa le pubblicazioni. Era stato fondato nel 1945 da Arrigo Benedetti. Nel 2001 torna in edicola, evitando così di perdere i diritti sul nome della testata, si reinventa sotto forma di bimestrale monografico e a gennaio di quest’anno diventa mensile monografico del Corriere della Sera. Il direttore è rimasto Daniele Protti che ha optato per una formula particolare: ogni mese L’Europeo racconta in maniera approfondita e intelligente una storia: la Jihad, i personaggi considerati “maledetti”, le grandi famiglie industriali italiane, i 60 anni di Israele e continua

Intervista a Marco Vacca

Chiara Ceolin

Marco Vacca, laureato in filosofia e storia, fotogiornalista dal 1990. Romano, vive a Milano. Premiato al World Press Photo nel 1999, è presidente dell’associazione Fotografia e Informazione.

© Marco Vacca, tutti i diritti sono riservati.
Il procuratore Antonio di Pietro durante una delle ultime udienze del processo Enimont, Milano 1994.

Quando hai cominciato a fare il fotogiornalista e come hai cominciato?
Ho iniziato agli inizi degli anni ’90, prima facevo il fotografo continua

Fotografie orfane di padre

Chiara Ceolin

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MALICEVO, JUGOSLAVIA, 18 febbraio 1999.
Un rifugiato albanese di 70 anni, rientrato nel piccolo villaggio di Malicevo (a sud di Pristina), fissa il luogo dove sorgeva la sua casa che è stata distrutta.
©Joël ROBINE/AFP/Grazia Neri.
Dalla mostra AFP: IL MONDO IN CONFLITTO.

Facciamo un esercizio, quasi un test di attenzione. Prendete un quotidiano qualsiasi tra i più diffusi nel nostro paese e osservate attentamente le fotografie stampate. Sceglietene una. Fate attenzione ai bordi, alla cornice, allo spazio che la circonda. Troverete un breve commento sotto. Ora spostate di poco lo sguardo e soffermatevi sull’articolo che accompagna, non serve leggerlo. Osservate la parte finale dell’articolo, noterete un nome.
continua…