Gram, safe at home

Riccardo Magagna

Joshua Tree, California. Il memoriale di Gram Parsons. Fotografia di Staxnet, CC 2.0

“Una cosa è certa, amico, non voglio finire seppellito in una maledetta buca. Promettimi una cosa Phil, se muoio, giura che porti il mio corpo al Joshua Tree e gli dai fuoco”.
“Che cazzo stai dicendo Gram, sei completamente andato”.
“No, Phil, dico sul serio. Promettimi che se muoio, porti il mio corpo in mezzo al deserto, brindi e lo bruci. Non voglio finire in un fottuto cimitero con i fiori in testa, preferisco sapere le mie ceneri confuse con il luogo che ho amato di più nella mia vita”.
È il 19 luglio del 1973, Palmdale, continua

Incontri. Tra i Nasa della Colombia andina

Letizia Leardini

Tratto da: Letizia Leardini, Intercultura missionaria. Interviste a quattro Missionari della Consolata, Università degli Studi di Torino, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di laurea in Comunicazione interculturale, Relatore: Prof. Francesco Remotti (anno accademico 2005/2006).

Una "civa" del Cauca, fotografia di Dawn Paley, CC 2.0

Sui Nasa non esistono pubblicazioni di ricerche propriamente etnografiche, o per lo meno non sono giunte in Europa. L’unica fonte disponibile è lo stesso Padre P.
Dai tempi dell’invasione spagnola vivono nella zona del Cauca, sulla Cordigliera Centrale delle Ande. Il Cauca è uno dei dipartimenti della Colombia, diviso in riserve, resguardos, in cui vivono i Nasa; ciascuna ha una sua autorità chiamata cabildo, che era l’ufficio spagnolo degli affari indigeni: l’indio se l’è assunto e l’ha fatto proprio; è composto da un governatore, un vicegovernatore e altri due collaboratori: rappresentano l’autorità morale e giuridica.
Toribìo, sede della missione, si trova a continua

Da San Bernardo di Conio al bosco di Rezzo

Aloisius

Bosco di Rezzo, ponte romanico. Fotografia di Aloisius, 16 maggio 2010.

Che la neve avesse imbiancato le cime, non me ne ero accorta subito.
Non ci si pensa alle creste immacolate a metà maggio, sulle nostre Alpi Liguri, già fiorite di colori ed accarezzate dall’aria salmastra.
Andavo su a prendere il rosmarino, che so crescere spontaneo a cespugli, tra i muri a secco, un po’ dovunque, percorrendo così, senza pensieri, la valle del torrente Impero, che di questa stagione, povero di acqua, costeggia la strada statale verso il Colle di Nava.
La corona delle cime bianche, mi è apparsa tutta d’un tratto. Sfolgorante di sole, come un continua

Groenlandia: caccia (fotografica) al bue muschiato

Alessandro Vaio

Alla ricerca dei buoi muschiati

La Groenlandia orientale è il luogo da me scelto per vedere l’Artide per la prima volta. Come posto promette bene. C’è il fiordo più lungo e profondo del mondo, lo Scoresby Sound e il parco nazionale più grande del mondo (più di tre volte l’Italia) si trova poco più a nord. La fauna è abbondante: buoi muschiati, orsi bianchi, volpi, lepri, girifalchi, qualche sparuto lupo e decine di migliaia di uccelli migratori; il mare ospita narvali, trichechi, foche e balene di ogni genere. Sulle mappe vi sono tuttora delle aree marcate come “inesplorato” e la storia della zona è interessante: più di 1000 anni fa alcuni gruppi Inuit migrano dal nord della Groenlandia per continua

Torino-Venezia Express

Danilo Chioni

Torino-Venezia Express. Fotografia di Danilo Chioni, da qualche parte lungo il Po, agosto 2008.

Torino-Venezia Express. Fotografia di Danilo Chioni, da qualche parte lungo il Po, agosto 2008.

Tra Torino e Venezia c’è la Val Padana, sconfinata pianura, cuore del paese. È uno dei luoghi più ricchi, industrializzati ed inquinati del pianeta, un susseguirsi di capannoni e asfalto, borghi e paesi più o meno antichi, più o meno devastati dal cemento, un’infinita distesa di campi spremuti da decenni di monocoltura e pesticidi. Nel suo cuore pulsa una lingua blu di 650 Km.
Discendere il Po in canoa significa non accorgersi di tutto questo, vuol dire muoversi in uno spazio fuori dal tempo, protetti da rive che impediscono di cogliere oltre il letto del fiume. Rari campanili sfuggono alle chiome dei pioppi e alimentano il contrasto tra ciò che si vive e ciò che si immagina.
Il fiume è testardo e poco gli importa se è spesso imbrigliato, se la sua acqua è spesso veleno, se chi lo attraversa dall’alto di un ponte non si meraviglia di lui. Al viaggiatore che oggi sceglie di fare la sua stessa strada offre scenari di bellezza esotica, scorci mutevoli di un paesaggio in continua evoluzione. Al tempo dei Dogi navi cariche di sale risalivano la corrente trainate da cavalli o da buoi sulle sponde: i trecento chilometri che separano la Serenissima da continua

La mosca zanzara e il palloncino

Danilo Chioni

Hilaria sartor appartiene all’Ordine dei Ditteri. Anche le comuni mosche, le zanzare, i moscerini ed altri insetti fastidiosi ne fanno parte.
Durante il periodo riproduttivo, i maschi di quest’animale alato usano radunarsi in grossi sciami ed ognuno porta tra le zampe un voluminoso palloncino di seta tessuto in precedenza; l’ingombro è notevole, tanto che i piccoli insetti lo cavalcano impacciati. Questo rappresenta il dono nuziale per le loro esigenti compagne. Le femmine, attratte da tanto trambusto si avvicinano e scelgono il proprio partner col quale, una volta ricevuto il dono, si allontanano dal gruppo.
Il palloncino non contiene nulla al suo interno; la femmina non lo sa ed estasiata da tanta premura si dedica fin da subito a “scartare” il suo regalo. Durante l’operazione il maschio non perde tempo e procede all’accoppiamento con un’occupatissima signora.
Questo comportamento può lasciare perplessi ed il sapere che la femmina accetti il palloncino continua

Alle falde del Vandalino

Danilo Chioni

Alle falde del Vandalino c’è un torrente ma pochi lo sanno, molti se ne sono accorti in questi giorni di fine Maggio. È stato lui a costruire il posto dove vivo, un lavoro lungo cominciato oltre cento milioni di anni fa.
Se cerchi il posto dove nasce lo troverai molto in alto e se avrai abbastanza voglia di camminare ti sorprenderà forse vedere un rivolo d’acqua sgorgare da un piccolo lago verde blu incastonato tra le vette più alte della Val Pellice. È qui che comincia la sua discesa.
Dapprima, forte delle pendenze, disegna un paesaggio aspro e spigoloso, tra piccoli salti e cascate scava il suo letto mordendo le sponde. Ti sorprenderà forse vedere il merlo acquaiolo volare radente al pelo dell’acqua e col calar della sera vedere la nervosa trota balzare tra gli spruzzi. Se deciderai di seguirne il corso più a valle ti si apriranno continua

Prendersela nel cuculo

Danilo Chioni

Aprile non c’è più, è tornato Maggio, i suoni del bosco scoprono un compositore odiato da buona parte dell’orchestra. Con fare guardingo si aggira nel fitto della foresta, volteggia sospettosa tra le chiome degli alberi. Individuato un nido si apposta e comincia ad osservare. Saranno necessari giorni di appostamento, dovrà studiare le abitudini della coppia in attesa del momento propizio. Capinere, ballerine, averle, saranno alcune delle vittime ignare di uno dei più grandiosi inganni della natura. La femmina di cuculo (cuculus canorus) ha viaggiato per migliaia di chilometri, dall’Africa australe alla mite primavera europea e dopo l’accoppiamento porta in grembo uova di cui disfarsi.
Una volta scelto il nido e deciso il momento propizio si avvicina furtiva e con movimenti rapidi depone un solo uovo all’interno. Giorni e giorni di fatica dedicati dalla coppia alla continua

La tela del ragno

Danilo Chioni

Capolavoro di simmetria, trappola mortale, fonte di imitazioni: la tela del ragno, opera d’arte al naturale, immancabile arredo domestico per chi non ama ordine e sterilità.
Creatura diffamata, il ragno sceglie con cura il luogo di costruzione: rami e sterpi come cancelli e muri sono superfici di partenza che diventano base per il cantiere. Non ruspe o gru, montacarichi o chissà quale forza: continua