La legge del più forte

Giovanni Guizzardi

Carlo Magno investe Rolando e gli consegna Durlindana

Non è facile far capire a qualcuno che non lo sa quale gigantesca rivoluzione sia stata quella che tra sette e ottocento ha spazzato via ciò che restava del sistema feudale e ha imposto al mondo l’egemonia dei valori borghesi. A scuola, quando mi affanno a spiegarlo, sbatto regolarmente contro il muro della incomprensione. I più diligenti fra i miei studenti magari si imparano a memoria il libro di testo o recitano compunti le esatte parole che io ho speso invano per far vedere loro la luce, ma le tenebre restano nei loro occhi, perché non possono uscire da alcuni anacronismi che hanno bevuto insieme al latte materno. Il più madornale è quello per cui il denaro è sempre stato continua

Per il Cev

Giovanni Guizzardi

Ho conosciuto Maurizio Cevenini tanto tempo fa. Se non ricordo male lui allora aveva 23 anni, io un paio di più. Eravamo tutti e due iscritti alla sezione Martelli Stefani del Partito Comunista Italiano, in via San Mamolo.
Io mi occupavo della attività di partito, lui invece era più interessato alla pubblica amministrazione. Era il capogruppo in consiglio di quartiere, il quartiere Colli, un feudo democristiano e liberale. Già, nella rossa Bologna Maurizio era costretto a stare all’opposizione. Fin da allora le cose non erano semplici, per lui. Mi volle continua

La lotta alla casta: tra antipolitica e astensionismo

Alessandro Barella

Le elezioni amministrative sono vicinissime e molti hanno già pensato: “No, io a votare stavolta non ci vado”. I motivi possono essere i più diversi, ma tra i principali c’è lo schifo nei confronti della classe politica attuale: “Io non mi sento rappresentato da questa manica di ladri, il mio voto non lo avranno mai”. Quante volte abbiamo sentito frasi del genere?
Chi pensa così, lo fa solo per sentirsi a posto con la coscienza (“Ah, quello manda tutto a rotoli? Mica l’ho votato”) o sperando di portare un cambiamento con questo suo non-gesto (“Non andiamoci più a votare, così prima o poi lo capiranno!”). Purtroppo sono solo cavolate, sogni di una persona che non guarda come funzionano le cose. Continua

La nascita delle istituzioni ‒ La natura del potere

Alessandro Barella

Ritratto dell'imperatore Carlo V, dipinto da Tiziano. Immagine di pubblico dominio

Il potere è una chimera dai molti volti. A volte ci si presenta come un attributo esclusivo di chi “sta in alto”; altre volte le sue forme e sedi abituali vengono stravolte dall’azione di chi “sta in basso”, di chi nella vita quotidiana appare come impotente. Come sciogliere una tale contraddizione? Che cos’è il potere?
Proviamo per un attimo a cercarne le tracce nel cosiddetto stato di natura (cioé a considerare solo i domini di fisica, chimica e biologia): la cosa che più gli somiglia è la nozione continua

I giovani

Giovanni Guizzardi

Giorgio Napolitano ad un comizio a Milano del Partito Comunista Italiano del 1975. Immagine di pubblico dominio.

Leggo che il Presidente della Repubblica è molto preoccupato per il futuro dei giovani. Peccato, mi è tanto simpatico Giorgio Napolitano. Mi era simpatico anche negli anni settanta, quando era un alto dirigente del PCI e io militavo, come lui, in quel vecchio e defunto partito e mi consideravo politicamente molto affine a lui. Come ora, tra parentesi. Ricordo bene però che in quegli anni non c’era giorno che non si levasse una voce autorevole a lamentarsi per il precario futuro dei giovani, tra i quali, vedi tu, allora c’ero anch’io. Quanto mi angustiava tutto ciò, se voi sapeste. Mi domandavo ogni giorno perché mai ero stato così sfortunato da nascere proprio nel momento in cui il lavoro per i giovani non c’era più e mi indignavo non continua

Qualche considerazione su Roma e dintorni

Fulvio Ferrario

L'esproprio della piazza. Roma, 15 ottobre. Foto di nimzilvio, CC 2.0.

Primo: la violenza. Sono d’accordo con chi dice che alcuni dei gruppi che hanno dato vita agli scontri di P.za San Giovanni e dintorni sono, oggettivamente, funzionali al tentativo di criminalizzazione di ogni espressione di protesta sociale, di indignazione, di contestazione dei poteri forti, di rivendicazione dei diritti sociali, lavorativi, di democrazia. Il problema non è criminalizzare alcuni settori dei “centri sociali” o l’area degli continua

Strategie di piazza

Davide Picatto

Indignados. Roma, 15 ottobre 2011. Foto di msako23, licenza CC 2.0

Gli indignati ce l’hanno con il blocco nero che si è preso la piazza, gli obiettivi dei fotografi e l’attenzione tutta. La politica ce l’ha con i teppisti e ha sguinzagliato i suoi paladini per tutto lo stivale a mettere sottosopra i centri sociali. L’opposizione ce l’ha con il governo e con lo spazio lasciato per strada ai violenti. Gli agenti di polizia ce l’hanno con il Ministero dell’Interno perché ha impedito loro di caricare la folla dal volto coperto e di “ingrassare le ruote dei continua

Libertà. Una? Nessuna? Centomila?

Alessandro Barella

Socrate. Copia romano di originale greco di Lisippo. Monaco, Glyptotheck. Immagine di dominio pubblico.

Molti, quando sentono pronunciare la parola filosofia in un contesto che non sia l’espressione filosofia di vita, d’istinto si ritraggono inorriditi, come se si fosse nominato con ardore il diavolo davanti a un buon cristiano. È inutile mettersi a fare la morale su cose del genere: “eh, ma non dovrebbe essere così”, “la filosofia apre la mente e gli orizzonti”, “filosofia è libertà”, “non si ama la filosofia perché non si è più in grado di meravigliarsi”, e simili. Per quanto si possa cercare di mettere poesia e passione in frasi del genere, restano frasi retoriche, prive di valore e capaci di fare presa soltanto su chi già la pensa alla stessa maniera.
Molti fuggono dalla filosofia perché, quando se la sono trovata davanti, hanno visto una serie di personaggi dalle lunghe barbe che si ponevano domande incomprensibili e usavano parole prive di senso per darsi risposte non molto diverse dalle domande.
Per quanto riguarda la difficoltà del continua

Libia o Italia? Paura?

Marco Gobetti

Gheddafi al 12° summit dell'Unione Africana, febbraio 2009. Immagine di dominio pubblico.

Gheddafi sta facendo ammazzare la gente che manifesta. Sa che solo con un buona dose di paura indotta può tentare di salvarsi. Gheddafi ama farsi circondare da amazzoni che dovrebbero proteggerlo: per ora il nostro Presidente del Consiglio fa travestire le donne solo in occasioni particolari, senza mostrarle in pubblico (o almeno non avrebbe voluto).
Ma Berlusconi e Gheddafi sono amici. Notoriamente gli amici continua

Il voto

Giovanni Guizzardi

Silvio Berlusconi e George W. Bush a Camp David, 14 settembre 2002. Immagine di dominio pubblico.

Quando se ne presenta l’occasione vado a votare con lo stesso spirito con cui mia figlia ha votato l’anno scorso per le Javannah a X Factor: le stava sulle palle Marco Mengoni perché sua madre diceva che era il più bravo. Non so come ringraziare Berlusconi, se non esistesse bisognerebbe inventarlo. Non solo fa sognare milioni di italiani che si illudono che lui sia la soluzione dei nostri problemi, ma produce in molti altri un orrore così profondo che li spinge ad andare a votare non per qualcuno o per qualcosa, ma continua