Actor civis inter cives – parte seconda

Marco Gobetti

Leggi qui la prima parte dell’articolo.

Allestimento di uno spettacolo teatrale, teatro di Epidauro, Grecia, 13 luglio 2010. Fotografia di Gianluca Golino, licenza CC 2.0

Non voglio certo accusare nessuno. Voglio semplicemente ricordare agli operatori teatrali – in primis a me stesso – che scoprire l’acqua calda è sempre importantissimo: che il modo migliore per creare e proporre teatro in una relazione significativa con il pubblico è quello di non prescindere da quel pubblico. E perché il pubblico sia facilitato a frequentare il teatro gli operatori teatrali devono agire con consapevolezza, facendo corrispondere la loro attività ad un’urgenza personale di continua

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Appunti dal cantiere dell’Anti-Teatro – parte seconda

Domenico Castaldo (Laboratorio Permanente di Ricerca sull’Arte dell’Attore)

Qual è lo spazio di uno spettatore in questo processo?
Questa domanda è oziosa, nasce dal bisogno di rassicurazioni, dalla paura di sentirsi ignoranti. Ci si informa: “Riceverò il solito oppure no?” Ma un no che male comporterebbe? Lo stupore di una novità rende stupidi come bambini. Da parte nostra dovremmo comunicargli “Stai tranquillo, capirai! Nessuno ti farà sentire stupido o ignorante”. Ma così non si stimola lo continua

Actor civis inter cives – parte prima

Marco Gobetti

Maschere teatrali della tragedia e della commedia, mosaico romano, 2° sec., Musei Capitolini. Immagine di dominio pubblico.

Provo a dire che cos’è per me ora il teatro. Premetto che è un pensiero che corrisponde a un’azione, che a sua volta è fatta di tante azioni e dunque per sua stessa definizione è in movimento: non è insomma un pensiero definitivo. Infatti per farlo saccheggio da miei pensieri e azioni passate, per unirli a pensieri e azioni recenti o presenti.
Scriveva Gian Renzo Morteo: “La comparsa del cinema ha obbligato a ripensare radicalmente il teatro. Da questo ripensamento il teatro è uscito non soltanto liberato da alcune servitù (ad es. essere soltanto testimone o divertimento), ma anche ritrovato nelle sue caratteristiche fondamentali e originarie. Non unicamente spettacolo, nel senso di rappresentazione di qualcosa. Sul piano della continua

Comparando si impara

Anna Maria Occasione

Costituisce noto paradigma di varie discipline ritenere che la crescita di un individuo sia strettamente correlata alla sua capacità di saper confrontare. In senso lato, uno dei primi metodi di confronto consiste nell’imitazione, la cui valenza è stata di recente portata in evidenza a fini terapici per curare l’autismo (c.d. imitazione guidata).
L’imitazione costruisce modalità di apprendimento sin dai primi mesi di vita e prosegue in età adulta; l’antropologo Renè Girard formò così le sue teorie sul desiderio mimetico e le ultime teorie, sempre a proposito di autismo, portano ad ipotizzarne le cause in una carenza di cellule specchio (lo studio della cinestetica e della c.d intelligenza comportamentale, convogliano a continua

Raccogliere ghiande

Luciana Della Bruna

Città di Torino, Servizio Formazione Educazione Permanente, Relatrice Dott.ssa Alessandra Francescato, A.S. 2007/2008.

Strategie integrative
Il panorama delle arti-terapie comprende una rosa di strumenti appartenenti alla storia della cultura umana, che va dall’espressione corporea, alla musicoterapia, il teatro, la danza-movimento terapia, alle terapie artistiche che utilizzano le tecniche figurative, scultoree, di manipolazione di materiali plastici, e di costruzione con i materiali di recupero.
Avere a disposizione luoghi dove l’approccio all’espressione corporea e alla manualità è possibile e facilitato rappresenta un’opportunità per i continua

Convivenza civile

Anna Maria Occasione

Gli operatori del diritto specializzati nel diritto della famiglia maturano agevolmente nel tempo la consapevolezza “statistica” delle ragioni per cui, almeno in apparenza, si addivenga alla rottura dei rapporti personali tra soggetti che abbiano condiviso un tratto di vita insieme con l’intenzione di portare avanti siffatta relazione, per così dire, a tempo indeterminato. La c.d. crisi del matrimonio, in realtà, è solo uno spicchio del più ampio spettro che contiene tutti i rapporti familiari e legati alla “persona” nel suo complesso.
Le ragioni di una rottura dei rapporti familiari in sé possono essere le più disparate: nelle separazioni a volte dipendono da uno solo dei coniugi, a volte da entrambi, allorquando un evento negativo colpisca uno solo dei due soggetti ma l’altro sia in grado di affrontare la gravità di siffatto evento. Non è mai esclusa l’incidenza di fattori biologici, esistenziali, sociali.
In altri campi, il distinguo è più sottile, se si pensa che una delle norme meno socialmente continua