I polli di Renzi

Giovanni Guizzardi

Matteo Renzi

Mi capita talvolta di cominciare a scrivere un articolo per Linea e di non finirlo. Lo metto allora in una cartella a cui ho dato il nome pietoso di “lavori in corso”, in realtà un modo per nascondere un vero ricovero per anziani rottamati, e invecchia malinconicamente, sprofondando nell’oblio, come purtroppo accade tanto spesso.
Negli ultimi tempi però continua

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La lotta alla casta: tra antipolitica e astensionismo

Alessandro Barella

Le elezioni amministrative sono vicinissime e molti hanno già pensato: “No, io a votare stavolta non ci vado”. I motivi possono essere i più diversi, ma tra i principali c’è lo schifo nei confronti della classe politica attuale: “Io non mi sento rappresentato da questa manica di ladri, il mio voto non lo avranno mai”. Quante volte abbiamo sentito frasi del genere?
Chi pensa così, lo fa solo per sentirsi a posto con la coscienza (“Ah, quello manda tutto a rotoli? Mica l’ho votato”) o sperando di portare un cambiamento con questo suo non-gesto (“Non andiamoci più a votare, così prima o poi lo capiranno!”). Purtroppo sono solo cavolate, sogni di una persona che non guarda come funzionano le cose. Continua

Qualche considerazione su Roma e dintorni

Fulvio Ferrario

L'esproprio della piazza. Roma, 15 ottobre. Foto di nimzilvio, CC 2.0.

Primo: la violenza. Sono d’accordo con chi dice che alcuni dei gruppi che hanno dato vita agli scontri di P.za San Giovanni e dintorni sono, oggettivamente, funzionali al tentativo di criminalizzazione di ogni espressione di protesta sociale, di indignazione, di contestazione dei poteri forti, di rivendicazione dei diritti sociali, lavorativi, di democrazia. Il problema non è criminalizzare alcuni settori dei “centri sociali” o l’area degli continua

Cronache dal seggio

Maria Genovese

Sezione 5 di un piccolo seggio di provincia, nel cuore della rossa Emilia, dove l’impegno elettorale è vissuto più come un dovere che come un diritto. È la sezione che ha raggiunto la maggiore percentuale di votanti: sono le 7 del lunedì mattina e la sezione riapre con un esiguo 59%.
Un fallimento.
E sembra quasi paradossale visto quanto queste regionali siano state caricate di importanza politica. Si è cercato di rendere queste elezioni una sorta di riconferma plebiscitaria del Presidente del Consiglio, che ha presentato un preciso programma di governo da attuare dopo la ” scontata” vittoria, togliendo spazio ai programmi reali dei canditati al governo delle regioni, vissuti come di secondaria importanza. Con la chiusura delle trasmissioni di approfondimento si è tolta poi ogni possibilità di dar voce ai programmi dei candidati delle altre forze politiche.
Il successo di Raiperunanotte avrebbe fatto intuire una affluenza massiccia anche solo per continua